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Ore d’attesa in ospedale per una portatrice d’handicap

Ore d’attesa in ospedale per una portatrice d’handicap

PISA. «Domenica scorsa mia figlia diversamente abile è stata ricoverata d’urgenza, con l’intervento del servizio 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello». Comincia così la protesta di...

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PISA. «Domenica scorsa mia figlia diversamente abile è stata ricoverata d’urgenza, con l’intervento del servizio 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello». Comincia così la protesta di Giovanni Giuseppe Micalizzi per una lunga attesa al pronto soccorso. Una protesta che si aggiunge a quelle di tanti altri cittadini, tutte legate alla carenza di organico in cui si dibatte la struttura (non da ora).

«Mia figlia - racconta Micalizzi - ha fatto ingresso alle ore 15,32, è stata tenuta per tutto il tempo nei corridoi - dove peraltro vi erano tanti altri ricoverati - e non è stata debitamente assistita nelle stanzette adibite alla prevista specifica cura (in quel momento alcune da me riscontrate libere). Più volte ho fatto presente agli operatori la disabilità di mia figlia, cercando di ottenere almeno una leggera priorità per la visita medica. Ebbene, mia figlia è stata sottoposta a visita solo alle 19,12 dal dottor Bardini e inviata solo a quell’ora, verso le 19,30 circa, allo specifico e competente reparto sito nell’altro ospedale: il Santa Chiara. Ho fatto, con molta accortezza date le circostanze, le mie rimostranze per la tardata visita e il gentile e cortese dottor Bardini mi ha confermato che erano pochi i medici a dover fronteggiare tutto il lavoro che si presenta al pronto soccorso». «Durante la mia vita - prosegue Micalizzi - ho apprezzato e non poco l’impegno di grandi professori, medici e paramedici degli ospedali Santa Chiara e Cisanello, peraltro menzionati e riconosciuti con grandi meriti praticamente ovunque come ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, ma la carenza di organico in un punto nevralgico ed importante quale il servizio di pronto soccorso è umanamente inaccettabile. Egregio direttore sanitario - conclude Micalizzi - cortesemente la invito a farsi carico di questa grave realtà e a migliorarne l’importantissimo servizio utile a tutta la collettività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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