Italia
Due nuove Lam nel piano dei trasporti
Una dalla stazione San Rossore a Cisanello, l’altra da Cascina a Pisa. La Regione ha concesso il milione di euro che mancava
PISA. Le nuove Lam saranno due. Una dalla stazione Pisa San Rossore a Cisanello, passando per il centro. L’altra da Cascina a Pisa (che saranno collegate ogni 10-15 minuti). Il piano di trasporto pubblico locale dell’area pisana passa dalla carta ai fatti. C’è l’okay della Regione (l’accordo è stato raggiunto nella conferenza dei servizi), accompagnato da un paio di milioni di euro. Pisa cerca di difendersi al meglio dai tagli annunciati dallo Stato nel 2010 e puntualmente arrivati. Su base regionale questo significa avere in meno 40 milioni di euro all’anno, da 200 a 160, con evidenti ricadute sui singoli territori provinciali.
Chi ne esce meglio è l’area pisana, dove non ci saranno tagli e aumentano le corse. Si difendono Valdera e zona del Cuoio, mentre i maggiori sacrifici sono concentrati in Valdicecina. Il punto è stato fatto in Comune dall’assessore alla mobilità David Gay con l’assessore provinciale Gabriele Santoni, il sindaco di Lari Mirko Terreni (per l’Unione Valdera), l’assessore Bruno Sermonti di Vecchiano, l’assessore Alessandro Valiani del Comune di Santa Croce per la zona del Cuoio.
Il quadro in cui Provincia e Comuni si sono mossi è complesso. Per spiegarlo conviene fare un passo indietro. L’anno della “rivoluzione”, in materia di trasporto pubblico, è il 2013. Dal prossimo gennaio sarà un gestore unico ad avere in mano il servizio. Entro due mesi la Regione deve lanciare il bando per individuare questo gestore, che in larga parte potrebbe essere la somma dei gestori attuali riuniti in “cartello”. A parte ciò, considerati i tagli subiti, la Regione ha da tempo dettato le regole passando alle istituzioni locali un messaggio preciso: salvaguardare le linee urbane. Va di conseguenza lo spostamento dei tagli più pesanti sull’extraurbano. Per salvare il maggior numero di linee, gli enti pisani hanno ampliato il bacino dell’urbano inserendovi le principali linee dell’intera area pisana, litorale compreso. Anzi, ne hanno previste di nuove - tra cui le Lam - presentando alla Regione un innovativo e credibile progetto di riorganizzazione delle linee di area pisana (comuni di Pisa, San Giuliano, Calci, Vecchiano, Cascina, Vicopisano) da 12,1 milioni di euro. Mancava per attuarlo circa un milione, coperto dalla Regione con il riconoscimento, venerdì scorso, di seconda zona metropolitana della Toscana dopo Firenze.
Punto centrale di questo progetto è l’aggiornamento dei vecchi collegamenti in seguito allo spostamento dell’ospedale da Santa Chiara a Cisanello. E infatti Cisanello è l’approdo della nuova Lam cittadina che parte dalla stazione San Rossore, raccogliendo così gli utenti della linea ferroviaria da La Spezia e Lucca, oltre che i flussi di traffico privati dai comuni del lungomonte. Da Cisanello passerà anche l’altra Lam nuova, la Pisa-Cascina (linea E). Le altre linee che saranno introdotte con la riorganizzazione sono la linea A Filettole, Vecchiano, Madonna dell’Acqua, Pisa (frequenza media feriale 30 minuti); la linea B Ripafratta, Rigoli, San Giuliano, Pisa (frequenza media feriale 30’); la linea C Calci, Mezzana, Pisa (frequenza media feriale 30’); la linea D Vicopisano, Uliveto, Mezzana, Pisa (frequenza media feriale 40’). «L’obiettivo - dice Gay - è arrivare a 50mila utilizzatori sui 200mila abitanti totali dell’area pisana: non siamo lontani, considerati i 35mila utenti giornalieri di Pisa ed i circa 8mila del resto della zona».
Al tirar delle somme, su un totale di 5.996.388 km annui di rete urbana, restano fuori - la cosiddetta rete debole - 732.960 km, che saranno esclusi dalla gara regionale. Ben differente la situazione per la rete extraurbana, della quale parliamo a parte. E i sindacati? La loro posizione è critica da sempre verso la Regione, con tutte le preoccupazioni che i tagli si portano dietro. «Si tratta di ridiscutere con aziende e lavoratori come stare dentro il nuovo quadro - dice Santoni -. Il rischio ora era che non si ottenesse niente».
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