Il Tirreno

Pisa

Sfilano davanti al pm amici e conoscenti di Roberta Ragusa

di Candida Virgone
Sfilano davanti al pm amici e conoscenti di Roberta Ragusa

Ascoltate e interrogate finora circa settanta persone Questa settimana in programma altri dieci interrogatori

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GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Sono una decina le audizioni in programma questa settimana per il caso che riguarda la scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice sparita dalla sua casa di Gello di San Giuliano in una gelida notte di metà gennaio. Una decina di amici e conoscenti, fra cui persone che hanno avuto anche semplici contatti telefonici o sporadici con la donna, sfileranno davanti al pm che dirige l’inchiesta, Aldo Mantovani. Una inchiesta che in questi quattro mesi e mezzo ha visto svanire una dopo l’altra ogni speranza riposta nelle varie piste - fuga, suicidio, incidente, rapimento, omicidio - percorse ed aperte a caccia di un indizio utile a ritrovare una mamma che ha lasciato a casa due ragazzini di 15 e 11 anni. Da queste audizioni si spera infatti di poter ricavare qualche elemento utile, nuovo, quel particolare in più che finora non è mai arrivato e non ha saputo aggiungere ad un difficile puzzle i pezzi necessari a chiudere il gioco.

Finora in procura sono sfilate circa settanta persone, dai parenti stretti della donna, il marito, Antonio Logli, 48 anni, unico indagato per omicidio volontario, ai suoceri, ai cognati, ai cugini, gli zii, dagli amici più cari a semplici conoscenti, da chi aveva avuto contatti con la titolare dell’autoscuola Futura negli ultimi tempi fino a chi, pur avendola frequentata assiduamente, non la vedeva da anni. Caduto il velo della famiglia serena da spot che si voleva mutuare all’esterno, è emerso il ritratto di un menage come tanti, troppi, stanco e trascinato a dispetto dei figli e degli interessi comuni, affossato da una relazione decennale che non lasciava intravedere la possibilità e la volontà di ricostruirsi e ritrovarsi. Uno scenario chiaro, che può far intuire quel che è successo quella notte - una notte che deve essere stata rivelatrice e di rottura di equilibri mantenuti a dispetto della logica - ma niente di più. Buona parte della vita di Roberta - i suoi timori, le sue sofferenze, quelle cose che aveva raccontato a qualcuno per sfogo, ma che certo non avrebbe mai voluto rivelare - è finita in piazza, passata al microscopio, sezionata come un cadavere per cercare di capire. Ma la chiave del giallo appare ancora lontana e intorno a questa scomparsa resta fitto il mistero.

I prossimi passi della procura riguardano il controllo del Fiorino di Geste che Logli aveva in uso, gli esiti degli esami sui pc della donna e degli amanti (marito e segretaria), e l’approdo oggi ai Ris dei tamponi fatti su degli indumenti trovati in un bosco a Montaione, che però nulla avrebbero a che fare con la signora Ragusa.

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