Il Tirreno

Pisa

Meningite, in settanta fanno la profilassi

MARINA
Meningite, in settanta fanno la profilassi

Morto un bambino. Problemi per la carenza di antibiotici, Asl e Comune danno la notizia il giorno dopo

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MARINA. Sono circa 70 le persone sottoposte a profilassi dai medici dell’unità operativa igiene e sanità pubblica dell’Asl 5, che hanno lavorato dalla serata di venerdì fino a tarda notte per raggiungere tutti coloro che avevano avuto contatti con un bambino fulminato da meningite meningoccocica.

Venerdì il piccolo, che aveva due anni e mezzo e abitava a Tirrenia,  si è sentito male; il pediatra di famiglia ha immediatamente chiamato il 118 che è arrivato a casa mettendo in atto tutte  le manovre rianimatorie, visto che ci si trovava già dinanzi ad uno stato di coma. 

I medici del 118 hanno intubato il bambino e lo hanno mandato d’urgenza al pronto soccorso pediatrico ma, nonostante tutto quello che è stato fatto, non è stato possibile salvargli la vita.

L’Asl avverte che la profilassi è necessaria solo per chi ha avuto contatto diretto con il bambino e non per i cosiddetti contatti "indiretti", ad esempio coloro che, pur frequentando la stessa scuola, sono iscritti a classi diverse.

Per qualunque ulteriore chiarimento è possibile contattare e parlare con un medico igienista tramite il centralino della Asl 5 (050-954111) oppure rivolgersi al proprio pediatra o ai medici di guardia medica.

In merito alla vicenda vanno comunque segnalati due episodi singolari. Il primo: per alcuni genitori che nella notte hanno portato i bambini a fare la profilassi, l’attesa è stata piuttosto lunga perché l’antibiotico a un certo punto è terminato e si è dovuto chiedere aiuto alle farmacie comunali. Secondo: solo ieri mattina, quindi dopo diverse ore da quando c’era la certezza che di meningite si trattava, Asl e Comune hanno diffuso un comunicato spiegando che cosa era accaduto, quando come autorità sanitarie pubbliche avrebbero dovuto farlo subito. Un ritardo che si è cercato di nascondere in maniera incomprensibile dietro la paura e il caos di quelle ore, un ritardo che comunque appare ingiustificabile, poiché divulgare la notizia di un caso di meningite è fondamentale ai fini della tutela della salute pubblica. In casi del genere è necessario dare l’allarme ai mezzi d’informazione anche a tarda ora, in modo che la notizia della necessità della profilassi raggiunga il numero più ampio possibile di persone, soprattutto se il soggetto colpito è stato in ambienti affollati, come aule universitarie o discoteche. Il piccolo di Tirrenia avrebbe potuto aver frequentato giardinetti, negozi e altri luoghi pubblici: chi fosse entrato in contatto diretto con lui, quando avrebbe dovuto sapere del pericolo?

L’asilo nido di Marina, di cui la piccola vittima era allieva, e la scuola materna domani resteranno chiusi. Oggi dalle 10 alle 12, alla biblioteca della scuola media di Marina, la preside Paola Ciccone e l'assessore all’istruzione Marilù Chiofalo risponderanno alle domande dei genitori e di quanti hanno avuto contatti col bimbo e hanno saputo in ritardo della morte per meningite.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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