Sicurezza
Più orti in città per aggirare la crisi
Il vicesindaco: riscoperta necessaria. Un libro sulla loro storia
PISA. “Pisa città degli orti. Politiche, strategie per lo sviluppo degli orti in ambito urbano” è il titolo del quaderno che la rivista Focus (Felici editore) ha dedicato all’esperienza pisana. La presentazione del volume, prima in Logge di Banchi ai bambini e agli insegnanti di alcune delle scuole che hanno realizzato un orto scolastico, poi in un convegno al Cep e agli assegnatari degli orti sociali è stata l’occasione per fare il punto su quello che è stato realizzato e sulle possibilità di nuovi sviluppi. L’immagine che Locus dà di Pisa è quella di una città in cui la cultura dell’orto è molto radicata. «Alla base del nostro agire – ha detto il vicesindaco Paolo Ghezzi – la consapevolezza della necessità di recuperare un patrimonio di saperi e sapori legati al vivere quotidiano, al cibo, al modo in cui viene prodotto. Anche la profonda crisi economica che stiamo vivendo spinge alla ricerca di nuovi equilibri e alla riscoperta di antichi valori. In questo clima generale il Comune ha svolto la sua politica diretta alla diffusione della cultura del verde urbano, del cibo e della coltivazione di piante in città anche ai fini dell’alimentazione».
La storia più recente “dell’orto” a Pisa inizia negli anni Ottanta: c’erano le circoscrizioni, quando nascono al Cep gli Orti Sociali. Nel 2010 l’amministrazione comunale assume direttamente la gestione degli orti, dando ordine a quell’esperienza con un disciplinare che individua i requisiti ed i criteri per l’assegnazione. Intorno all’esperienza degli orti del Cep si è realizzata anche un’interessante collaborazione con il mondo della ricerca.
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