Imu, un’altra serie di casi significativi
Seconda parte dell’intenso botta e risposta tra i nostri lettori e il commercialista Cesare Cava, esperto di finanza locale
PISA. Seconda parte dell’interessante dialogo su tutte le questioni che ruotano intorno all’Imu tra i nostri lettori e il commercialista Cesare Cava, tra i maggiori esperti italiani in tema di finanza e fiscalità locale. Anche in questa serie di domande, che partono da situazioni specifiche di coloro che hanno chiamato in redazione o inviato una e-mail, si ritrovano casistiche sicuramente assai diffuse.
Quali aliquote per gli immobili affittati a canone concordato?
Patrizia - Pisa
Vanno distinte due fasi. Nella prima, relativa all’acconto, deve essere applicata l’aliquota ordinaria dello 0,76% sul valore dell’immobile. Dal calcolo complessivo si ricava l’importo annuale dell’imposta; si divide per due e si paga così l’acconto (entro il 18 giugno). Nella seconda fase, quella del saldo (entro il 17 dicembre), dovrà invece essere considerata l’aliquota che ogni singolo Comune può stabilire entro il prossimo 30 settembre.
Abito in una villettina, di proprietà di mia suocera, divisa in 2 unità immobiliari, ma con rendite catastali distinte. Pagavo per questo un’Ici ridotta: cosa succede con l’Imu?
Silvia - Ponsacco
Non è possibile usufruire delle detrazioni per più di un’immobile. Quindi la proprietaria potrà avere aliquota ridotta e riduzione solo per un’unità immobiliare (principale); per l’altra scatta il meccanismo delle seconde case.
Abito in una casa e ne possiedo un’altra, dove non ho la residenza, che viene usata dai miei genitori quando vengono a trovarmi da fuori regione: come devo considerarla ai fini Imu?
S. - Ponsacco
Come una seconda casa non avendoci la residenza. Solo nel momento in cui viene presa la residenza inizia a decorrere il meccanismo per l’abitazione principale; da ricordare che l’importo dovuto a fini Imu è calcolato in dodicesimi quanti sono i mesi.
Alla morte di mia madre la casa è passata a me, mio fratello e mia sorella in parti uguali (un terzo ciascuno). Questa casa è abitata da mia sorella. La rendita catastale è inferiore a 600 euro.
G. - Migliarino
Per la sorella è abitazione principale, paga in relazione al terzo di proprietà, scalando l’intera detrazione. Probabilmente, considerando l’importo della rendita, non pagherà niente (il valore minimo dell’imposta è 12 euro su base annua). I fratelli pagano come seconda casa sulla loro parte di proprietà.
Quando scade la dichiarazione Imu? Qual è l’importo minimo pagabile? Cosa succede se non pago l’Imu?
Silvia - Pisa
1) La dichiarazione va presentata entro 90 giorni dalla data in cui si entra in possesso dell’immobile; per quest’anno il termine è comunque fissato al 30 settembre. 2) L’importo minimo è di 12 euro, sommando acconto e saldo. 3) I mancati pagamenti si possono regolarizzare entro 30 giorni o entro un anno, pagando gli interessi e una sanzione ridotta (attraverso il ravvedimento operoso); altrimenti il Comune ha 5 anni di tempo per fare controlli e applicare la sanzione, in questo caso del 30% più gli interessi.
Ho un figlio di 25 anni: per beneficiare della detrazione deve essere a carico o no?
Maria Rosa - Monza
Non dipende dal reddito, quindi per avere la detrazione (di 50 euro) sono sufficienti la residenza nella stessa abitazione principale dei genitori ed avere il figlio meno di 26 anni.
Marito e moglie abitano in una villetta a due piani, usata come abitazione unica, ma catastalmente distinta in due appartamenti: come considerare l’Imu? Fabbricati inagibili: per avere la detrazione basta la vecchia dichiarazione Ici? Per i fabbricati in costruzione, l’Imu su cosa si paga?
Elena - Pisa
Purtroppo i benefici si applicano solo su un’unità, quella principale. 2) Se l’immobile è ancora inagibile non serve una nuova dichiarazione Imu, è sufficiente la vecchia dichiarazione Ici. 3) Si paga sul valore dell’area edificabile fino all’iscrizione in catasto del fabbricato ultimato.
Se un padre e un figlio sono proprietari di un’abitazione ciascuno, però per motivi di salute della mamma i genitori risiedono nella casa del figlio e viceversa, ai fini Imu possono essere considerate abitazioni principali?
Alberto C.
La nuova imposta purtroppo non lo consente. Il padre e il figlio, non risiedendo nell’abitazione di propria proprietà, non possono fruire dell’aliquota per abitazione principale. Il beneficio può essere applicato soltanto nel caso in cui il possessore risieda e dimori nell’abitazione principale di sua proprietà.
Sono residente in un’abitazione, di mia proprietà, nella provincia di Pisa. Inoltre, sono proprietario al 50% (50% è proprietario mio padre) di un’altra abitazione in un’altra provincia attualmente abitazione principale di mio padre. Sul web si parla dei mesi effettivi di possesso della seconda casa. Nel caso in cui si prolunghi per oltre 15 giorni in un mese, è necessario considerare l’intero mese?
G.
L’imposta è riferita ai mesi di possesso, è quindi necessario verificare i mesi di proprietà della seconda casa durante l’anno 2012 e non la semplice utilizzazione. In caso di acquisto in data precedente al giorno 15, il mese deve essere considerato nel calcolo. Ipotesi: data d’acquisto il 12 febbraio 2012 e di vendita il 28 novembre 2012; l’imposta è calcolata per 10 mesi, a prescindere dall’effettivo utilizzo.
Sono proprietario al 50% con mio figlio di 22 anni della casa in cui abitiamo: come dobbiamo calcolare la detrazione per la prima casa?
Alberto
La detrazione del figlio è pari a 100 euro, mentre quella del padre è di 150 euro, in quanto beneficia interamente della maggiorazione di 50 euro prevista per il figlio convivente.
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