Il Tirreno

Pisa

Camp Darby finisce sotto il comando di Vicenza: sciopero

di Carlo Venturini
Camp Darby finisce sotto il comando di Vicenza: sciopero

Martedì la cerimonia, ma i dipendenti civili che lavorano nella base annunciano che manifesteranno ai cancelli

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PISA. Martedì sarà ammainata la bandiera della Guarnigione Statunitense e con essa saranno ammainate le speranze dei 67 esuberi civili italiani. Camp Darby passa sotto il comando della guarnigione di Vicenza come previsto dal piano di ridimensionamento delle spese delle forze militari voluto dall’amministrazione di Obama. I sindacati, con in testa la Cisl, a questo passaggio di consegne non ci stanno e per la giornata di martedì, dalle 8 alle 12, hanno indetto uno sciopero con manifestazione davanti ai cancelli della base americana.

«Ci sembra una forzatura dell’attuale comando di Camp Darby – dice Gianluca Federici, segretario generale della Cisl pisana – perché i patti erano ben altri, così come erano altre le aperture a trattative sindacali sulla questione degli esuberi».

Vediamo questi patti. Il 7 maggio, i presidenti delle Province di Pisa e Livorno, Andrea Pieroni e Giorgio Kutufà, si recarono presso l’ambasciatore americano David Thorne dal quale avrebbero avuto rassicurazioni su trattative circa i 67 esuberi di civili quasi tutti pisani, pontederesi, livornesi e lucchesi. Alcuni giorni fa sempre dall’ambasciatore sono andati i sindacalisti della Cisl.

«Ci era stato garantito che la gestione degli esuberi e dei trasferimenti verso la base di Vicenza sarebbe avvenuta assieme ai sindacati», dicono dalla Cisl. Già, perché molti di questi dipendenti, in realtà, dovevano o dovrebbero andare “coattivamente” a lavorare nella base di Vicenza. Di fatto – dice Federici – questa imposizione di trasferire i lavoratori da Pisa a Vicenza è un licenziamento camuffato».

Negli incontri delle istituzioni con l’ambasciatore americano si erano trattate anche tematiche relative gli incentivi adeguati all’esodo (secondo le prassi già utilizzate lo scorso anno per la riduzione del personale nelle basi Usa di Sigonella e Napoli), il reimpiego delle posizioni in esubero presso altri comandi o unità nella stessa base di Camp Darby, l’utilizzo del personale in esubero per attività logistiche e di manutenzione date in appalto.

Ma la scorsa settimana, la doccia gelata. Ai sindacati è stato mostrato l’elenco con i nomi degli esuberi. «Ce lo hanno fatto vedere ma non ci hanno lasciato una sola copia», dicono dalla Cisl. Un gesto francamente poco comprensibile. «Invitiamo tutti gli amministratori locali di Pisa e Livorno ad essere martedì con noi ai cancelli di Camp Darby a protestare. Il sindaco Filippeschi ed il presidente Pieroni ci devono sostenere, come già hanno fatto», dice Federici. E proprio ieri Pieroni si è attaccato al telefono ed ha parlato con l’ambasciata americana. «Ho contattato nuovamente l'ambasciata per chiedere ancora una volta di procrastinare le procedure e valutare il reimpiego dei 67 lavoratori interessati, alla luce dei possibili incrementi di attività nella base. La preoccupazione, non lo nascondo, è ancora viva perché risposte adeguate non sono arrivate. Non mancherò di partecipare il 29 al presidio organizzato dai lavoratori e dai sindacati davanti alla base».

«Continuiamo a stare accanto ai lavoratori. I tagli vengono dagli Stati Uniti. Avevamo già detto che non si può pretendere una flessibilità che imponga un trasferimento dei lavoratori da Pisa a Vicenza», ha detto il vicesindaco Paolo Ghezzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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