Il Tirreno

Pisa

Approvata la variante, via libera a Ikea

di Gianluca Campanella
Approvata la variante, via libera a Ikea

Opposizione in fibrillazione, l’intervento di Petrucci divide il Pdl: c’è chi lascia l’aula, chi vota sì e chi non vota

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PISA. Si votava per Ikea, si parlava di Sviluppo Navicelli e si combatteva per le elezioni del sindaco del prossimo anno. Sono i tre livelli di lettura per decifrare le quattro ore e mezza di discussione di ieri pomeriggio, in consiglio comunale, alla fine delle quali è stata approvata in seconda e definitiva lettura la variante urbanistica che destina l’area di Porta a Mare per l’insediamento del colosso svedese del mobile. La cornice di questo quadro è stata anche la spaccatura del Pdl.

Il voto. Tutta la maggioranza, più Terzo polo e Sel votano a favore, per 31 voti complessivi; l’unico no arriva da Rifondazione; infine, il Pdl va in ordine sparso: un sì, tre uscite dalla sala al momento dello scrutinio e quattro consiglieri andati via qualche ora prima. Si chiude così la vicenda iniziata del 16 maggio 2011, cinque minuti dopo la chiusura delle urne a Vecchiano: alle ore 15,05 il neo sindaco Giancarlo Lunardi dichiara che il progetto di Ikea non è più attuale. Un’ora dopo tutte le agenzie di stampa battono la notizia che Pisa si candida a sostituire i vicini con un progetto meno invasivo. 374 giorni dopo, quasi un record per i tempi italiani, il Comune finisce la sua parte: ora tocca alla Regione per le autorizzazioni commerciali.

Il pagamento del terreno. Mercoledì scorso, un giorno prima del consiglio comunale, sono arrivati i 765.600 più 17.325,63 euro di interessi dovuti dalla società Sviluppo Navicelli per l’acquisto del sedime in via della Mezzanina, concordato nell’ottobre 2007 (in tempi non sospetti) e mai finalizzato da un punto di vista finanziario. Ora il privato rivenderà il terreno agli svedesi a un prezzo che si stima sei volte maggiore. La polemica è tutta intorno alla presunta speculazione. Colpi di fioretto tra Carmine Zappacosta (Pd): «Grazie Bini per aver scoperto il mancato pagamento in autunno, ma abbiamo gestito tutto in trasparenza e comunque non avrebbero potuto rivendere se i soldi non fossero arrivati»; e Maurizio Bini (Rc): «Grazie per aver riconosciuto che siamo coerenti e contrari da tempo, ma senza pagare si può avere la variante anche se non si può costruire». In realtà, pagando il giorno prima. Sigillo dell’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri: «Questione di lana caprina, i soldi sono arrivati nonostante l’economia stia andando malissimo. Guardiamo il contesto e non viviamo fuori dal mondo».

L’esplosione del Pdl. Ma il momento clou è il durissimo attacco a Cerri di Diego Petrucci (Pdl), la cui unica frase riferibile è: «Stai strumentalizzando». È l’inizio della fine per il partito d’opposizione, perché non tutti i suoi compagni gradiscono. E quando Petrucci annuncia che andrà via dalla sala dopo aver finito di parlare, il suo capogruppo, Giovanni Garzella, sbotta: «Se esce dopo un intervento che non è piaciuto, cambia tutto. Il capogruppo sono ancora io». Il segreto di Pulcinella è che Petrucci punta alla candidatura a sindaco per il centrodestra nel 2013; Nicola Pisani (Pd) si avvicina a Garzella e lo infilza: «Candidate lui e noi prendiamo il 60% alle elezioni». Petrucci confida alla collega Silvia Silvestri: «Se non si esce si fa una figuraccia». E così nasce la mediazione: qualcuno resta per presentare un ordine del giorno dal quale scompare ogni accenno alla vicenda del terreno, «il macigno che non ci fa dire sì»; e gli altri vanno via per «ricevere l’onorevole Mantovano che viene a Pisa per un convegno». Sarà il caso, sarà voluto, ma il Pdl lascia l’aula proprio mentre prende la parola Garzella. E Riccardo Buscemi vota addirittura «un sì sofferto» a Ikea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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