Il Tirreno

Pisa

QUEL PRATO TOLTO AI CITTADINI PER DARLO AL CUS

Abito a Pisa in Via Firenze davanti agli impianti del Centro universitario sportivo (Cus), quasi all'angolo con via Chiarugi. Proprio a questo angolo, attiguo ai campi del Cus, c'è un piccolo...

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Abito a Pisa in Via Firenze davanti agli impianti del Centro universitario sportivo (Cus), quasi all'angolo con via Chiarugi. Proprio a questo angolo, attiguo ai campi del Cus, c'è un piccolo fazzoletto di terra a prato con qualche albero. La settimana scorsa per caso vengo a conoscenza del progetto del "parco urbano tipo urban fitness". Chiedo ai miei vicini se loro ne sapessero qualcosa, ma nessuno sa nulla. Indago su internet e mi imbatto in comunicati trionfalistici sul mirabolante progetto al servizio dei cittadini, a cui viene sottratto, effetto quasi immediato di quel progetto, proprio quel prato offrendolo all'ormai ipertrofico e invadente Cus.

Aggiungereil bulimico e scortese Cus, poiché, nonostante gli immensi spazi di cui dispone, si preoccupa di un piccolo e micragnoso praticello che aggiungerà pochissimo o nulla a quanto già ha, mentre ne toglierà molto ai suoi vicini, ai suoi ospiti, già un po' infastiditi da questo moloch. E di più lo saranno perché sono pronto a scommettere che questa iniziativa non piacerà affatto.

Per giunta tutto di corsa (la "decisione" è del 9 maggio) e senza alcuna pubblicistica sul posto (un cartello, insomma), l'unico modo per informare davvero tutti gli abitanti del 2

quartiere. Gli stessi che una bella mattina si alzeranno e si ritroveranno con un prato e diversi alberi in meno e con un muro in più.

Questa vera e propria "enclosure" consentirà di installare quegli attrezzi (proprio lì!) per fare ginnastica che sono già sul viale delle Piagge a beneficio di tutti, ma utilizzati da quasi nessuno. Alle Piagge almeno si corre sull'erba, qui si corre su un fondo durissimo spacca tendini; e poi si parla di fitness…

Per inciso, giovedì dalle ore 18 alle 19, nel momento di maggior "affollamento", coloro che facevano jogging intorno al Cus erano 24, venerdì 14 e sabato 2 (da me contati). Ma occorre prendersi proprio tutto il prato? Non ne bastava solo una parte? È così strategico per il progetto?

E poi: ma quel prato non era in parte del Comune cioè di tutti? Se è così, per mia curiosità, mi riservo di sapere come sia possibile alienare così facilmente un bene pubblico.

Tenete conto che una volta tolto il prato, qui non avremo più nemmeno una "finestra". Tra Cus, caserma, asilo e automobili (venite qui nei giorni di mercato o quando al Cus c'è qualche avvenimento più o meno importante) saremo in un vero e proprio cul de sac, una prigione in un quartiere dove neppure i marciapiedi, se ci sono, sono a norma (due persone affiancate non c'entrano, devono camminare in fila indiana) e bisogna arrivare fino a via Lucchese o alle mura per avere un po' di respiro. E non mi si venga a raccontare che i cosiddetti cittadini potranno entrare nel Cus quando vogliono e godere di quello stesso spazio perché non è vero.

Quel prato, l'ombra di quegli alberi e la corsa dei nostri cani sono persi a favore di pochissimi che lo utilizzeranno poco o nulla e per pochi mesi all'anno. Che tristezza!

Scusate l'eccesso lirico, ma il danno c'è e la parola "cittadini", tanto abusata, è una realtà concreta fatta anche di persone che non vogliono frequentare non-luoghi normalizzati, omologati e "predefiniti" come il Cus, che non seguono terribili mode salutiste con nomi brutti e improbabili, urban fitness compreso, che si accontentano di passeggiare con il loro cane in pochi metri quadrati di prato, che non vogliono che lo stesso prato gli sia rubato in loro nome, che non vogliono essere trattati come sudditi scemi con altri che pensano al loro "bene". Sembrerà strano, ma credo che queste persone siano la maggioranza della popolazione.

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di Redazione Pisa