Il dolore
L’Imu? Patrimoniale sui pensionati
La pressione fiscale sta diventando insopportabile al punto che anche la Corte dei Conti, la Banca d’Italia e perfino Draghi hanno sostenuto che non potrà esserci la crescita. Allora occorre...
La pressione fiscale sta diventando insopportabile al punto che anche la Corte dei Conti, la Banca d’Italia e perfino Draghi hanno sostenuto che non potrà esserci la crescita. Allora occorre invertire la tendenza, mettere in campo iniziative tese a creare lavoro a partire dalla modifica del Patto di stabilità che consentirebbe ai Comuni non solo di pagare le ditte che hanno eseguito i lavori, ma anche di sbloccare le opere pubbliche. Occorre abbassare le tasse sui pensionati e sul lavoro dipendente, occorre una lotta spietata all’evasione fiscale e alla corruzione. L’aumento della pressione fiscale a seguito delle scelte dei Governi, l’aumento dell’Irpef regionale e l’aumento dell’Irpef che molti Comuni hanno deciso di attuare e altri stanno per farlo, determinano una situazione senza precedenti.
Nella contrattazione che con fatica stiamo tentando di sviluppare con i 39 Comuni della Provincia di Pisa, stiamo cercando di salvaguardare le fasce sociali più deboli. Con le amministrazioni di Pisa e Pontedera abbiamo sottoscritto un accordo sul bilancio di previsione che non prevede nessun aumento delle tariffe e delle tasse; con il Comune di Lari nell’accordo non sono previsti aumenti delle tariffe e abbiamo spostato l’aumento dell’Irpef sulle fasce di reddito più alte. Altri accordi sono in via di definizione. Nella discussione con i Comuni ci troviamo di fronte a difficoltà reali da parte dei sindaci per definire i bilanci, ma a volte anche di fronte a una scarsa volontà nel ricercare soluzioni alternative all’aumento per tutti dell’Irpef. Ci sono - purtroppo - alcuni Comuni con cui non è stato possibile avviare nemmeno un confronto e questo ci sembra un fatto grave.
L’Imu rischia di diventare un salasso insostenibile e insopportabile per tutti i cittadini e le famiglie che hanno un reddito da lavoro o da pensione, ma soprattutto per i pensionati e gli anziani, visto che nel nostro Paese circa l’80% dei proprietari di casa ha più di 65 anni. Così come è stata definita, l’Imu è una vera e propria patrimoniale sui pensionati ed è l’ennesima misura iniqua tutta a carico delle fasce più deboli del Paese. Per questo chiediamo al Governo di correre ai ripari, cambiando la rigidità dell’imposta, prevedendo detrazioni maggiori per i pensionati, ma anche per i lavoratori che hanno un reddito medio-basso e introducendo la progressività del peso dell’aliquota in base al reddito, e ai Comuni di produrre ogni sforzo per ridurre il peso dell’Imu.
Segretario generale dello Spi
della Provincia di Pisa
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