Il Tirreno

Pisa

La politica si divide anche su Brindisi

Strappo sulla manifestazione contro violenza e terrorismo Centrodestra e centrosinistra vanno per conto proprio

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PISA. La politica locale riesce a dividersi perfino sull’attentato di sabato scorso a Brindisi, in cui una ragazza ha perso la vita per una bomba esplosa davanti alla scuola. Mentre in tutta Italia si moltiplicano le manifestazioni unitarie contro la violenza e a difesa dell’istruzione pubblica, a Pisa la fiaccolata prevista per oggi pomeriggio (partenza alle 17,30 davanti allo scientifico Dini di via Croce) vedrà attori solo di forze politiche di centrosinistra. Mentre «noi di centrodestra faremo una contro manifestazione come negli anni Settanta», annuncia Massimo Balzi, coordinatore provinciale di Fli.

Motivo dello strappo sarebbe la lista delle adesioni: nel volantino ciclostilato dalla Cgil e diffuso nella mattina di ieri, compaiono tutti i sindacati, i Comuni della provincia, la Provincia, Anpi, Arci, Libera, tutti i partiti di centro sinistra e una serie di sigle riconducibili al progressismo. Unica eccezione, la lista universitaria “Ateneo studenti”, storicamente legata a Comunione e Liberazione e (indirettamente) alla vecchia Forza Italia. Balzi commenta: «Nessuno ci ha invitato, con il risultato che il Terzo Polo e il Pdl si sono ricompattati. Noi ci diamo appuntamento in Sala Regia alle ore 18, per un incontro sulla lotta alla mafia».

Oggi, infatti, è anche il ventesimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta. E alle 15 è previsto un consiglio comunale straordinario commemorativo. I consiglieri di centrodestra saranno quindi già a Palazzo, per proseguire la loro iniziativa. Nel comunicato congiunto di Pdl, Fli e Api, si «apprezzano tutti i pontieri dei distinguo e delle scuse», ma si resta «fermi nel proseguire a rappresentare un’altra Italia non vista dalla Cgil e risoluta nella lotta alla mafia ed alle violenze senza ghettizzazioni di questo o quello».

Più o meno gli stessi concetti che si leggono nella convocazione della fiaccolata: «Ora come sempre, contro ogni forma di violenza, contro ogni attentato ai valori della Costituzione, vogliamo riconfermare il nostro impegno per costruire una società libera, plurale, inclusiva». E dai rappresentanti politici, i «pontieri» appunto, proprio nel pomeriggio di ieri sono partite “torride” ma infruttuose telefonate per cercare l’unità.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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