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Pisa

Sono calati del 3,4% i prestiti alle aziende

Sono calati del 3,4% i prestiti alle aziende

Per il 45% delle imprese le condizioni di accesso al credito bancario sono peggiorate in un anno

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PISA. Anche il 2012 sarà un anno critico per l’economia di Pisa e provincia. Le ultime stime disponibili ipotizzano per il 2012 un calo del valore aggiunto, espresso in termini reali, dell’1,4%.

«Ciò significa - sottolinea Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio - che a cinque anni dall’esplosione della crisi e dopo un biennio di crescita stentata saremo ancora sui livelli del 2005».

Per la ripresa dell’economia, appare fondamentale intervenire sul credito.

«Il 45% delle imprese pisane che ha fatto richiesta di finanziamento - aggiunge Pacini - segnala come le condizioni di accesso al credito bancario risultino meno favorevoli rispetto a quelle di un anno fa. I principali ostacoli sono rappresentati da un lato dalla restrizione delle quantità concesse, come segnala l’80% delle imprese; dall’altro lato dall’aumento dei margini di interesse applicati sui prestiti, fattore quest’ultimo segnalato dal 77% delle aziende».

Secondo Pacini, «l’irrigidimento dell’offerta, insieme a una minore domanda di credito da parte delle imprese, a causa di un ciclo che ha mostrato segni di rallentamento, ha fatto sì che i prestiti concessi alle aziende pisane si siano contratti, stando ai dati di Bankitalia, del 3,4% a fine 2011. Flessioni piuttosto consistenti si sono manifestate nel manifatturiero (-8,1%)».

L’iniezione di liquidità della Banca Centrale Europea (Bce) nel sistema bancario - sottolinea il presidente della Camera di Commercio - «non ha prodotto, finora, effetti percepibili sulle imprese. La richiesta pressante agli istituti di credito è quella di far arrivare al sistema imprenditoriale le risorse necessarie per portare avanti attività e programmi di investimento».

«Questo - conclude il presidente Pacini - non vuol dire essere favorevoli a un generalizzato diritto al credito. Infatti, siamo profondamente convinti che l’attività bancaria debba essere attività d’impresa e di tutela del risparmio. Tuttavia è prioritario finanziare progetti credibili e non l’accanimento su aziende senza prospettive di sopravvivenza».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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