Attenzione
Già quasi cento gli amici che danno voce a Roberta
Presentata l’associazione nata per non dimenticare l’imprenditrice di Gello Tra i consulenti ci sono una criminologa, uno psicologo e un avvocato
SAN GIULIANO TERME. Ottocento i sangiulianesi che hanno dimostrato interesse all’Associazione per Roberta, un centinaio quelli che hanno già dato la loro adesione. Il gruppo, nato pochi giorni fa ma in cottura da circa due mesi, si è presentato ieri pomeriggio all’Hotel Granduca di San Giuliano Terme con i suoi consulenti, la criminologa Imma Giuliani, lo psicologo Fabrizio Mignacca e l’avvocato Carmen Stizzo, del foro di Napoli; assente per improrogabili impegni l’altro legale nominato dal gruppo di amiche dell’imprenditrice di San Giuliano svanita nel nulla in una gelida notte dello scorso gennaio, e cioè l’avvocato Giuseppe Di Biase, del foro di Roma.
Presidente dell’Associazione, come avevamo già anticipato, è Benedetta Partini, vicepresidente Letizia Badalassi, due amiche storiche di Roberta Ragusa.
Primo obiettivo dell’associazione, come ha spiegato la dottoressa Giuliani, è «tracciare un profilo di Roberta da consegnare, entro la fine di questa settimana, alla procura, perché possa essere di aiuto alle loro indagini». «Si tratta di un profilo dinanico - ha aggiunto - psicologico, di tipo relazionale».
«Una tecnica mista - ha sottolineato Mignacca - che attraverso il ricordo di chi la conosce filtra dati soggettivi ed emotivi. È emersa una donna non introversa ma che in un luogo di aggregazione come la palestra parla e dice cose forti e importanti. Una donna che riesce e fare più cose e deve mantenere il controllo su tutto, che può avere avuto un momento difficile in cui non è riuscita in questo».
«Tracciare un ricordo di Roberta - ha aggiunto la dottoressa Giuliani - significa trovare una parte di noi: sono parole prese a prestito da una delle amiche della scomparsa, Letizia, infatti questa donna svanita nel nulla è il simbolo di una femminilità taciuta, di segreti condivisi che a volte si portano avanti per non turbare equilibri raggiunti. Questo gruppo si rivolge ovviamente a tutti, soprattutto alla famiglia, nella sua interezza, a questi due ragazzi, purtroppo vittime di opinionisti di talk show in cui si dice di tutto senza pensare a loro. Non c’è quindi alcuna preclusione per alcuno, non c’è un indice puntato verso nessuno, tantomeno per la figura del marito, contro cui non c’è nulla e che ha il difficile compito di portare avanti i suoi ragazzi in questi difficili momenti».
«Una parola di ringraziamento - ha ricordato lo psicologo - vogliamo darla ai media che hanno tenuto accesi i riflettori su questa storia. In questo senso questa associazione si pone proprio l’obiettivo di dare voce e mantenere viva l’attenzione non solo su questa scomparsa, ma anche su altre. Penso che, se fosse nata una iniziativa come questa per Elisa Claps, forse sarebbe stata trovata prima e credo che senza la pressione dei media non si sarebbe finalmente squarciato un velo sulla lunga vicenda di Emanuela Orlandi».
«I motori di questa associazione - ha concluso l’avvocato Stizzo - sono amore, solidarietà e coraggio».
È stato poi sottolineato con disappunto che l’associazione ha stentato a trovare concretezza da due mesi per le difficoltà di stabilire una sede legale del gruppo, che alla fine è stata fissata a casa dei due consulenti, Giuliani e Mignacca, che sono anche marito e moglie.
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