Il Tirreno

Pisa

dopo l’attentato

Consiglio comunale tra i banchi

Consiglio comunale tra i banchi

Si è svolto fra i genitori e i ragazzi della media Leopardi di Nodica

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VECCHIANO. Molta partecipazione al consiglio comunale aperto che si è tenuto ieri mattina nell’auditorium della scuola media “G. Leopardi” di Nodica con all’ordine del giorno l’attentato di Brindisi.

Il sindaco Giancarlo Lunardi ha aperto la seduta consiliare ringraziando la dirigente scolastica, Sonia Pieraccioni, che ha accolto l’invito dell’amministrazione a svolgere la seduta consiliare nella scuola, in modo da consentire un’ampia partecipazione degli insegnanti, dei ragazzi, dei genitori e di tutta la popolazione vecchianese. «Mai, nella storia del nostro Paese - ha esordito il sindaco Lunardi - ci si era spinti nella bestialità di attaccare con le bombe la scuola ed i ragazzi, anche se la mafia e il terrorismo hanno ucciso più volte con i loro ordigni tanta gente e, fra queste, anche dei giovani. Attentare ad una scuola significa colpire un simbolo che rappresenta la gioventù, la cultura, il sapere e che, soprattutto, incarna il futuro del nostro Paese».

Molti sono i fattori che indurrebbero a pensare che l’attentato sia di stampo mafioso: «Il nome della scuola professionale per la moda e per il turismo è “Morvillo-Falcone”, la tappa a Brindisi della carovana antimafia, l’evento pubblico a favore della legalità organizzato per il 24 nella vicina Mesagne, i ventuno arresti per associazione mafiosa del 3 maggio, l’incendio dell’auto del presidente dell’Associazione antiracket Fabio Martini» ha elencato il sindaco Lunardi aggiungendo che «in ogni caso, è compito dei magistrati e delle forze dell’ordine accertare la verità e a loro, che hanno versato tanto sangue per la lotta alla mafia, va la nostra solidarietà. Disse, una volta, il giudice Caponnetto, maestro di Falcone e di Borsellino, che la mafia teme di più la scuola e la cultura dei magistrati e della polizia, poiché i magistrati ed i poliziotti si possono uccidere, ma la coscienza delle nuove generazioni che amano la legalità, la libertà, la giustizia e la democrazia non possono essere eliminate, né con i mitra né con le bombe. La scuola ha, infatti, un ruolo fondamentale e lo avrà sempre, poiché qui nasce la coscienza dei futuri cittadini liberi e consapevoli».

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