Il Tirreno

Pisa

Adescava su Facebook Un ragazzo lo fa scoprire

di Candida Virgone
Adescava su Facebook Un ragazzo lo fa scoprire

Trentotto anni, si sarebbe spacciato per adolescente sul social network Otto le vittime cadute nella sua rete. Si proponeva anche nel mondo del calcio

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Otto piccole vittime, tutte fra 13 e i 15 anni all’epoca dei fatti e tutte di sesso maschile. Otto piccole vittime adescate su Facebook, dove ufficialmente si presentava come coetaneo mentre sui messaggi personali faceva vere e proprie profferte sessuali in cambio di regali, telefonini, pezzi di ricambio del motorino, soldi, ipad e roba del genere. Sotto accusa per pedofilia è finito Sergio Fratoni, pisano di 38 anni, arrestato dalla polizia postale nel novembre scorso e ai domiciliari da febbraio. Pesanti le accuse nei suoi confronti: vanno dall’induzione alla prostituzione minorile fino alla violenza sessuale, dalla produzione e detenzione di materiale pedopornografico alle minacce e ad altro.

Nel settembre del 2008 l’uomo, che vive con la famiglia in una frazione di Pisa e che oggi fa l’autista per un ditta di trasporti vecchianese, era stato assolto da una medesima accusa con formula piena dopo un lungo processo ed un’altrettanto lunga inchiesta della procura: i genitori e il ragazzino che lo accusò, insieme ad altri compagni, si contraddissero e non furono ritenuti credibili. All’epoca l’uomo faceva l’artigiano in una frazione di Pisa e sponsorizzava squadre di calcio della provincia, i cui piccoli giocatori si lamentarono di essere stati adescati: oggi invece l’accusa parte dal popolo del web.

Tutto nasce grazie a Marco, pisano, quattordicenne delle medie inferiori, terreno di caccia preferito dall’autista: al termine di una lezione della Polizia postale, a scuola, si avvicina a due agenti e racconta i suoi sospetti su una persona che si propone su Facebook e che gli avrebbe fatto, inutilmente, chiare profferte sessuali. Scatta l’indagine e si scopre che sull’autista pisano c’erano non solo i precedenti specifici ma un’altra denuncia per profferte on line, che però non aveva trovato riscontro. Indagando, gli uomini della PolPosta di Pisa e Firenze arrivano all’autista pisano e squarciano un velo per otto ragazzini, alcuni di Pisa, altri della provincia, caduti in trappola.

A presentare i risultati dell’inchiesta, ieri mattina, in questura il dirigente del compartimento di Firenze della Polposta, Alfredo Pinto, e il vicequestore Stefania Pierazzi, insieme agli agenti fiorentini e pisani.

L’indagine ha scoperto davvero la punta di un iceberg. L’ex artigiano, oggi autista, aveva su Facebook cinque profili in cui si presentava come un adolescente, poi chiedeva incontri e prometteva regali e danaro che solo raramente, fra l’altro, avrebbe dato. Agli appuntamenti arrivava su un’auto di grossa cilindrata, usava quattro cellulari e ostentava un alto tenore di vita. In un caso addirittura avrebbe superato se stesso. Con una madre stupita dei regalini che riceveva il figlio e che chiedeva spiegazioni, Fratoni avrebbe recitato la parte del principe azzurro, dicendo che in effetti il quindicenne non era altro che un mezzo per arrivare a lei, di cui era perdutamente innamorato. La donna gli aveva creduto a tal punto da difenderlo davanti agli investigatori e da continuare a farlo tuttora, nonostante la scoperta delle molte relazioni intrattenute e della chiara predisposizione verso l’altro sesso.

L’arresto è scattato soprattutto in relazione all’attuale lavoro dell’uomo, che, come autista di una società di trasporti, si trova spesso ad accompagnare minorenni in gite scolastiche soggiornando con loro in alberghi. Ma non basta. Durante una perquisizione a casa, dove vive con i genitori e altri parenti, sarebbero state trovate, spiegano gli agenti, numerose foto scabrose. L’autista pisano avrebbe inoltre conservato sul telefonino anche immagini dei suoi incontri sessuali di ragazzini che costringeva a rapporti fra loro, di un bambino addirittura nudo in pose ammiccanti. A parte la scabrosità di tutti i particolari, colpisce anche la fantasia con cui si sarebbe presentato, secondo l’accusa, alle sue presunte vittime: da osservatore di squadre di calcio di serie A a tecnico del suono dei Pooh, da talent scout a malato terminale bisognoso di conforto. E quando non riusciva a ottenere quel che voleva con le buone passava alle pressioni psicologiche e violenze fisiche o chiedeva ai suoi bersagli la presentazione di nuove vittime. Se le accuse si riveleranno fondate, c’è da chiedersi davvero se non poteva essere fermato prima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa