Proteste
Si chiama Camilla e non è Roberta Lo chiarirà il dna
Nuovi avvistamenti, smentiti, in Liguria e altre bufale on line Si tirano le somme su sei giorni di ricerche nel territorio
GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Ancora un falso allarme. Si è diffuso venerdì a mezzanotte, lanciato da un sito ligure: Roberta Ragusa, l’imprenditrice svanita da San Giuliano più di quattro mesi fa, sarebbe stata trovata viva a Sestri Levante, viva, esagitata e con nessuna intenzione di tornare a casa sua. Se non si fosse di fronte ad una tragedia che vede soffrire indicibilmente due ragazzini, Daniele e Alessia, i figli di Roberta, si sarebbe in piena comica.
Solo che c’è poco da ridere e la diffusione di notizie errate e superficiali non fa che alimentare tensione in un momento in cui si dovrebbero solo tirare le somme. La donna avvistata è una clochard romana con accento toscano di 37 anni, Camilla Maravalli, che, a detta dei carabinieri di Pisa che l’hanno incontrata più volte, della signora Ragusa non avrebbe proprio nulla.
Venerdì sera è stata fermata per la seconda volta, doipo l’avvistamento di Pietra e Finale Ligure, ma ovviamente non si trattava della donna scomparsa da Gello di San Giuliano nella notte fra il 13 e il 14 gennaio scorsi.
Le è stato comunque praticato un tampone per estrapolare un dna da comparare con quello che verrà estratto dalle tracce biologiche rinvenute su una pianta che la persona relativa alla prima segnalazione, avvenuta a Pietra Ligure, aveva toccato nella autoscuola della signora Rosanna Marziano. Il dna dovrebbe essere lo stesso, quello della Maravalli, particolare che dovrebbe definitivamente tagliare la testa al toro e accantonare una volta per tutte avvistamenti che servono solo a far perdere tempo prezioso su un’indagine complessa e delicata. Eppoi c’è un nuovo avvistamento fumoso e ridicolo. Qualcuno parla di una signora vista addirittura il 3 marzo oltre oceano, nientemeno all’aeroporto di Miami, con un uomo. L’ennesima bufala senza fondamento.
Di certo c’è il fatto che sabato è stata preparata la relazione da consegnare al magistrato sulle ricerche effettuate su obiettivi mirati, corsi d’acqua, il lago di Massaciuccoli, i Monti Pisani, gli anfratti, a casa e nei dintorni delle proprietà dei Logli, nei dirupi delle ex cave di fronte alla Geste, la società partecipata del Comune di San Giuliano della quale il marito di Roberta, Antonio Logli, 48 anni, unico iscritto sul registro degli indagati per omicidio volontario, è dipendente come elettricista e dalla quale è in aspettativa fin dal momento della scomparsa della moglie. Si cercava un corpo, ma pare si cercassero anche specifici oggetti, non si sa legati a quale pista degli investigatori.
A questo punto si attende solo l’esito delle indagini sui pc di Roberta e Antonio, ma ufficiosamente si sussurra che non ci sarebbe nulla di particolare o di utile all’indagine. Non si sa quale possa essere la mossa successiva degli investigatori in un mistero che appare senza chance di soluzione. Unica certezza la scomparsa da casa, in piena notte, di una mamma di 45 anni che mai avrebbe lasciato soli i suoi ragazzi e che sembra essersi dissolta nell’aria. E non deve neanche essere una osa strana, per quanto stupisca tutti e capti l’attenzione sociale come ogni dramma domestico, perché nel nostro paese e nel mondo scompaiono migliaia di persone ogni giorno. E non si allontanano volontariamente.
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