Il dolore
I fallimenti travolgono oltre 100 ditte
Dai 64 crolli del 2008 ai 108 del 2011 e l’anno in corso si profila ancora peggiore. La Cna: «Serve liquidità alle imprese»
PISA. I fallimenti continuano inarrestabili e i dati sono impietosi. Erano stati 64 nel territorio provinciale quando sono saliti a 88 l'anno successivo per diventare 108 nel 2010 e 2011. «Purtroppo i numeri che abbiamo per il 2012 sono ancora peggiori - afferma Andrea Zavanella, presidente della Cna di Pisa -. Dopo un primo segnale all'inizio dell'anno che ci ha illuso, la situazione è drammatica e ora non possiamo altro che augurarci che l'anno in corso possa essere come il 2011 che è già stato un anno negativo».
«Il dato è ancora più preoccupante - commenta Zavanella - alla luce della riforma di legge sui fallimenti nata per ridurre i casi. Invece di regredire, ci siamo ritrovati a un incremento e questo ci preoccupa. Purtroppo, di fronte alle aziende che chiudono c'è un numero inferiore di aziende che aprono».
Le imprese che sono in maggiore difficoltà sono quelle collegate a settori dove si fa sentire in maniera più pesante la recessione. L'edilizia è uno di questi settori. È accaduto e accade ancora oggi che un'impresa edile che ha costruito pensava di vendere e realizzare, ma gli appartamenti sono rimasti invenduti e la stessa impresa senza la liquidità necessaria per andare avanti. Tuttavia, per fare fronte ai fornitori, chi ha eseguito il lavoro d'impiantistica (per esempio) ha pagato invece che con euro sonanti con appartamenti. «Questo succede nel nostro territorio come in tutta Italia - spiega il presidente Zavanella - per cercare di evitare cause giudiziarie. Ma quegli appartamenti continuano a restare invenduti e questo passaggio, di fatto, non genera liquidità».
«Ma anche - aggiunge Zavanella - chi è esposto con le banche o sta aspettando crediti da incassare da enti pubblici o anche da altre imprese è in grande difficoltà. Stiamo assistendo al fenomeno in cui le grandi imprese usano le piccole come fossero banche».Ma come si può uscire da una situazione così drammatica? Nessuno, purtroppo, ha la bacchetta magica. Non ci sono ricette per fare passare una cosi grave malattia dall'oggi al domani. Il presidente della Cna di Pisa qualche proposta, tuttavia, la avanza. «Sono importanti interventi su livelli macroeconomici. È fondamentale dare liquidità al sistema delle imprese e ripartire con gli investimenti. Si potrebbe sbloccare il patto di stabilità dei Comuni dando ossigeno alle imprese che aspettano di essere pagate. Ma è importante anche far ripartire i consumi delle famiglie. Va arginata la fiscalità sul lavoro dipendente e sono necessarie più esenzioni alle fasce deboli, quelle più colpite dalle recenti manovre del governo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google