Sicurezza
Contro l’omofobia il governo deve cambiare passo
La nostra Costituzione non prevede che i governi abbiano un mandato “a tema”, eppure fin dal momento dell'insediamento è stato chiaro a tutti che l'obiettivo prioritario dell'esecutivo Monti era il...
La nostra Costituzione non prevede che i governi abbiano un mandato “a tema”, eppure fin dal momento dell'insediamento è stato chiaro a tutti che l'obiettivo prioritario dell'esecutivo Monti era il rilancio dell'economia.
Conti pubblici, crescita, lavoro: ormai da mesi i temi dell'agenda pubblica sono questi. Non poteva essere altrimenti, visto che Berlusconi ci ha lasciato un Paese sull'orlo del baratro.
Eppure era lecito attendersi qualcosa di più sul fronte dei diritti civili. Giovedì scorso è stata celebrata l'ottava “Giornata mondiale contro l'omofobia”, l'Italia resta l'unico Paese d'Europa a non punirla come reato. Giusto un anno fa, di questi tempi, la proposta di legge del Pd contro l'omofobia fu respinta dall'allora maggioranza in Commissione Giustizia alla Camera. Fu palese il dissenso della ministra Carfagna, ma servì a poco. A conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, che per il centrodestra i guai giudiziari del Padrone venivano prima dei diritti civili di milioni di cittadini.
È ancora così, viviamo un'emergenza sociale che lo Stato non riconosce come tale. E non penso solo ai casi di aggressione fisica e di bullismo, ma anche ai comportamenti più sottili, ma non meno odiosi: le provocazioni verbali, le derisioni, quella retorica triviale in cui si può incappare tanto al bar quanto in troppi luoghi della rappresentanza istituzionale. Per averne conferma basta prendere nota del lessico del dirigente leghista medio. Almeno da quel punto di vista con il Governo Monti le cose sono cambiate in meglio.
Eppure non basta, bisogna fare di più. Abbiamo l'ambizione di vivere in un Paese socialmente coeso, che rifiuti ogni genere di violenza e la deriva dell'odio. Che dica no all'omofobia come al razzismo, perché entrambi hanno una matrice comune: la paura del diverso.
Francesco Nocchi
segretario provinciale del Pd
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