Il Tirreno

Pisa

Torna Canapisa, il corteo finirà davanti al carcere

di Gianluca Campanella

Appuntamento sabato 26 maggio: in città arriveranno migliaia di giovani da varie parti d’Italia per manifestare contro le politiche proibizioniste

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. La dodicesima edizione di Canapisa si svolgerà sabato prossimo, 26 maggio, con il consueto corteo che parte da piazza Sant’Antonio alle 17 e una novità: l’arrivo davanti al carcere Don Bosco. Secondo gli organizzatori è un modo per «dedicare la manifestazione alle vittime del proibizionismo, tra le quali si contano anche i detenuti: oltre il 40% della popolazione carceraria non dovrebbe stare lì, poiché ha commesso come unico reato l’uso di sostanze proibite dalla Fini-Giovanardi, una legge liberticida, criminogena e assassina».

Sul percorso ci sono già state mediazioni con la questura: i ragazzi volevano attraversare più possibile i lungarni, dove però ci sono lavori in corso. Al momento, il tragitto concordato passa da via Croce, piazza Guerrazzi, lungarno Fibonacci, ponte della Fortezza, via del Borghetto, via Gioberti, via Garibaldi, via Canavari.

Ma si tratta ancora. L’altro fronte aperto è con il Comune: concederà o no l’occupazione di suolo pubblico nel parco davanti al penitenziario? L’Osservatorio antiproibizionista (questo il nome degli organizzatori) ha il permesso fino alla mezzanotte per “sparare” musica dai classici furgoni-console e chiede «di non essere discriminato dalle politiche comunali che negano spazi sociali, ma trattato come tutti gli altri che hanno diritto di manifestare: ciò per assicurare una sistemazione dignitosa ai nostri ospiti e per stimolare una forma di turismo responsabile».

Ogni anno, infatti, la kermesse richiama migliaia di persone da tutta Italia e i ragazzi vorrebbero installare tre bagni chimici: «Siamo disposti a pagare i 1.200 euro di affitto, una cifra enorme per una associazione no profit come la nostra; ma senza permesso non possiamo farlo». Una risposta indiretta a quanti negli anni hanno polemizzato contro Canapisa, sostenendo che «devasta e sporca il centro storico». L’Osservatorio promette che «al termine puliremo tutto». Invece è esplicito il commento al gesto di Forza Nuova, che pochi giorni fa ha issato uno striscione sui lungarni: «Facciamo la Rivoluzione, non il Canapisa!».

Gli organizzatori replicano con un sorriso: «Canapisa è antifascista; Forza Nuova è contro Canapisa. Siamo curiosi di vedere chi è contro di noi e si accoda a quelle posizioni fasciste». L’invito, pertanto, è esteso a tutta la cittadinanza: «Partecipate tutti, saremo gioiosamente illegali e pacifisti».

Già questa sera, alle 18.30 nel polo Porta Nuova di via padre Fedi, ci sarà un dibattito/anteprima dal titolo “Proibizionismo è apartheid”: parteciperà anche il comitato “Verità e giustizia”, nato per chiedere la riapertura del caso Aldo Bianzino, il giovane morto nel carcere di Perugia il 15 ottobre 2007.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa