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Ispezionato il pozzo nel giardino dei Logli

Ispezionato il pozzo nel giardino dei Logli

GELLO DI SAN GIULIANO TERME. I carabinieri nel primo pomeriggio di ieri, ultimo giorno di battuta, dopo aver pattugliato tutta la mattina la zona di Santallago e del Serra, sono arrivati a casa dei...

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GELLO DI SAN GIULIANO TERME. I carabinieri nel primo pomeriggio di ieri, ultimo giorno di battuta, dopo aver pattugliato tutta la mattina la zona di Santallago e del Serra, sono arrivati a casa dei Logli, in via Dini. Un arrivo che ha sorpreso un po’ tutti, che ha fatto quasi pensare alla svolta attesa da mesi e che ha concentrato sulla casa l’attenzione non solo della gente che sta in zona ma soprattutto delle telecamere e dei giornalisti. Perché dapprima i sub del reparto sommozzatori dell’Arma di Genova si sono calati nel famigerato pozzo del giardino di casa, che qualcuno diceva inesplorato ma che di fatto era già stato controllato, seppure superficialmente, a febbraio. Poi i carabinieri del nucleo investigativo sono approdati in un campo lato monte di proprietà dei Logli. Si cercava un pozzo artesiano che di fatto funziona come presa d’acqua per la famiglia.

«Eravamo perfettamente a conoscenza di questo sopralluogo - ha detto l’avvocato di Antonio Logli, Roberto Cavani - perché ci era stato preannunciato da tempo. Siamo stati allertati poco prima in maniera da poter essere sul posto: non c’era il mio assistito, Antonio, impegnato in ufficio».

Né nel pozzo, né nel campo, è stata trovata qualche traccia utile a questa indagine.

Perlustrato, fra ieri e l’altro ieri, anche il lago di Massaciuccoli, soprattutto nelle sue sponde, nelle parti più accessibili, per quanto si tratti di un impegno difficile, data l’estensione e le insidie del luogo, che potrebbe celare per sempre di tutto. Perlustrata una larga fetta del parco, dai reparti pisani con l’aiuto delle varie specialità del Reggimento Tuscania, in particolare quelle di monte e di terra. Durante le perlustrazioni, nell’area vicina alla tenuta di San Rossore, in pieno parco, è stata trovata una piantagione di hashish, cinquanta piantine - coltivazione di ignoti ovviamente - che, purtroppo per gli anonimi autori, sono state raccolte e distrutte.

Il legale di Logli, l’avvocato Roberto Cavani, ha invitato i media a tenere un profilo più basso. «Il mio assistito - ha detto - è una persona da mesi sotto pressione che deve fare i conti con questa storia, ma pensare soprattutto al bene dei figli, a cui tutto questo battage nuoce, e a portare avanti la sua attività».

Chiuse ieri le ricerche, verrà stesa una relazione per il magistrato. A questo punto delle indagini si aspetta l’esito dell’esame dei pc, da cui però si spera ben poco: Roberta se ne serviva raramente, Antonio e Sara si sarebbero scambiati solo messaggi affettuosi.

I pc sono una delle ultime chance: si vedrà. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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