La manifestazione
Un Centro per la filosofia alla Scuola Normale
PISA. «Fare di Pisa una delle capitali del pensiero e della discussione pubblica, coinvolgendo filosofi, scienziati politici e cittadini». Non saremo nell’antica Grecia o nella Parigi dei Lumi, ma...
PISA. «Fare di Pisa una delle capitali del pensiero e della discussione pubblica, coinvolgendo filosofi, scienziati politici e cittadini».
Non saremo nell’antica Grecia o nella Parigi dei Lumi, ma anche nel XXI secolo e all’ombra della Torre pendente si possono creare luoghi di incontro e confronto per ripensare il mondo che ci circonda e la crisi che lo avvolge. È questo l’ambizioso progetto annunciato e perseguito dalla Scuola Normale Superiore con il neonato Centro di filosofia, costituitosi all’inizio di quest’anno.
«La rottura dei rapporti tra politica e cultura è uno dei drammi maggiori della nostra epoca – spiega il professor Michele Ciliberto, direttore della struttura – Noi vogliamo togliere queste barriere intendendo il termine filosofia in un senso ampio, mettendo insieme discipline e campi del sapere diversi: dalla bioetica all’architettura, passando per la politica e la scienza».
Per raggiungere l’obiettivo, il centro – che opera prevalentemente nel campo della filosofia politica e civile e dei rapporti tra filosofia e scienze – si è dotato di un comitato variegato, composto oltre che da filosofi anche da biologi (Antonio Cattaneo) e matematici (Mariano Giaquinta). «Per ridefinire una vocazione filosofica della politica ci vorranno 100 anni – prosegue Ciliberto – ma questo è un primo passo».
Il Centro di filosofia pisano esplica la sua funzione attraverso collaborazioni con altri istituti, attività di ricerca, formazione (già assegnate due borse di studio per studenti), pubblicazioni e convegni.
Proprio ieri, nella Sala Azzurra del palazzo della Carovana, si è tenuta una giornata di studio dal titolo “Tramonto dell’Occidente? Riflessioni filosofiche e politiche”. All’evento, organizzato in collaborazione con la Fondazione San Carlo, erano presenti relatori di primo piano quali Massimo Cacciari, Gian Enrico Rusconi, Giuliano Amato e Massimo Salvadori.
«L’Europa – ha spiegato il professor Amato – sta pagando il suo errore di fondo: quello di aver voluto una moneta unica senza aver creato una confederazione in grado di sostenerla. L’illusione di poter coordinare le economie dei vari Stati si sta rivelando sbagliata. Ora rischiamo di rimanere strangolati da questa politica del rigore».
«In questo tramonto dell’Occidente dobbiamo chiederci se vi sia un’idea da cui ripartire verso il futuro – ha detto il professor Cacciari – Ebbene, non si può rispondere a questa domanda, anche perché ormai le possibilità che l’Europa e l’Occidente hanno di uscire da questa situazione dipendono solo in parte da loro stesse».
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