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Mappa del rumore in tutti i locali E la movida va al Cus

Mappa del rumore in tutti i locali E la movida va al Cus

Tutti i locali che fanno musica dovranno dotarsi di una sorta di mappa messa in evidenza con indicazione dei punti delle emissioni sonore. Anche questo fa parte del nuovo regolamento comunale...

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PISA. Tutti i locali che fanno musica dovranno dotarsi di una sorta di mappa messa in evidenza con indicazione dei punti delle emissioni sonore. Anche questo fa parte del nuovo regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose che continua a marciare verso l’approvazione. Sia martedì che ieri si è riunita la prima commissione consiliare per affrontare (anche) questo tema. «Ritengo che si possa arrivare a licenziare il regolamento entro il mese di giugno», dice Carmine Zappacosta (Pd), uno dei consiglieri più attivi su questo fronte. Se il regolamento sul rumore chiama in causa più ambiti, è evidente come quello della movida, e delle polemiche che si porta dietro, sia il più “caldo”.

«Quello su cui stiamo lavorando - dice Zappacosta - è un regolamento che tenga insieme le varie posizioni, un giusto punto di equilibrio tra più esigenze: Pisa è e resta una città a vocazione turistica e giovanile, che dunque deve offrire determinati servizi (che sono un pezzo dell’economia locale con posti di lavoro), ma pur sempre nel rispetto delle regole e dei residenti del centro».

Per il consigliere, il disciplinare in fase di elaborazione presenta diversi aspetti che meritano di essere sottolineati, a cominciare «dall’introduzione di regole che vanno a premiare i tanti esercizi già inseriti in un contesto di legittimità». Per gli altri, invece, si prevedono «meccanismi sanzionatori come freno, cercando così di non dover sfociare nel penale». In pratica, accanto alle sanzioni principali (per legge), un inasprimento nei casi di ripetizione dell’infrazione che si concretizzi nella sospensione dell’attività: secondo quanto scritto nella bozza, tre giorni di sospensione per una seconda violazione, sette giorni per una terza e così via.

C’è poi un elemento essenziale che il regolamento vuole introdurre: la facilitazione «dei controlli a vista», da parte della polizia municipale e non solo, «così da non dare alibi a nessuno», dice Zappacosta. Detto dell’abbattitore del rumore (come quello delle discoteche), sigillato con la ceralacca per impedire la manomissione e garantire il rispetto degli orari di stop alla musica, il regolamento inserisce il divieto di diffusori acustici posti all’esterno, l’obbligo di porte e finestre chiuse, porte doppie agli ingressi e un registratore dei dati relativi al limitatore audio. In più la “mappa”, ovvero uno schema planimetrico del locale che mostri il posizionamento delle sorgenti sonore musicali. E le attività stagionali all’aperto? Limite rigido alla musica da stabilire (probabilmente le ore 24).

Ulteriore aspetto: per eventi di pubblico spettacolo si introducono meccanismi finalizzati a decongestionare i soliti spazi stabilendo un tetto numerico annuale. «Inoltre - aggiunge Zappacosta - si punta in parte al decentramento della movida. Nell’ambito di una nuova previsione urbanistica si pensa ai campi sportivi del Cus, in zona Porta a Lucca, dove inserire un’area dove poter tenere eventi di tipo serale».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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