Ispezionato il pozzo di casa, ancora nessuna traccia di Roberta
I sub hanno scandagliato il fondo del pozzo ma le ricerche non hanno avuto esito
Anche le ispezioni nel pozzo della casa dove abitava Roberta Ragusa, la donna scomparsa la notte del 13 gennaio scorso, e di un terreno di proprietà della famiglia hanno dato esito negativo. Nessuna traccia utile alle indagini è stata trovata dai carabinieri di Pisa, coadiuvati dai colleghi del nucleo sommozzatori di Genova, per cercare di dare una risposta al giallo della scomparsa dell'imprenditrice pisana che manca da casa dal 13 gennaio scorso.
«Le attività svolte oggi - ha detto l'avvocato Roberto Cavani, difensore di Antonio Logli, marito di Roberta e unico indagato per omicidio volontario - erano programmate da tempo e sono state effettuate su disposizione della procura per svolgere ulteriori accertamenti in luoghi che erano già stato controllati precedentemente. La ricerche non hanno avuto esito e anche quelle nel pozzo sono state fatte con maggiore accuratezza approfittando proprio della presenza dei sub che hanno scandagliato il fondo».
Il legale ha poi invitato i giornalisti presenti ad «abbassare i toni ed allentare la pressione mediatica» perché «da mesi lo stato d'animo di Antonio Logli è quello di una persona che per varie circostanze si trova ad essere iscritto nel registro degli indagati, ma che sta facendo di tutto per il bene dei figli». «Per ciò - ha concluso Cavani - tutta questa pressione non fa bene alle indagini e né ai bambini».
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