Sicurezza
«Lo scontrino è un’inutile penalizzazione»
I balneari criticano il nuovo adempimento: l’evasione fiscale non si annida sulle nostre spiagge
TIRRENIA. «Un adempimento in più per un settore già duramente penalizzato e che, dati alla mano, non risulta essere tra quelli in cui si annida l'evasione fiscale». È il commento dei titolari degli stabilimenti balneari pisani che si trovano alle prese in questa stagione con l'obbligo dello scontrino fiscale o della ricevuta. Per i clienti, quindi, sarà una regola ricevere il fatidico fogliettino, oltre che per bar e ristoranti, anche per gli abbonamenti giornalieri o stagionali, l'ombrellone, la sdraio, perfino il noleggio di pattini e pedalò. «Fino all'anno scorso non era obbligatorio - spiega Sergio Sighieri, titolare del Bagno Tirrenia - per i servizi da spiaggia; bisognava invece rilasciarlo per i cosidetti servizi accessori come ad esempio il campo di calcetto. Per noi operatori, logicamente, è un adempimento in più che prevede maggiore impegno sia al pubblico che per quanto riguarda la contabilità. Penso di utilizzare il registratore di cassa per lo scontrino in modo da facilitare le cose rispetto alla compilazione manuale della ricevuta».
Se per il gestore del bagno c'è l'obbligo del rilascio (la sanzione per chi non lo emette è di 516 euro più l'imposta evasa, oltre alla chiusura parziale dell'attività in caso di quattro violazioni in cinque anni), il cliente non è tenuto a conservarlo e quindi non rischia niente se lo butta via appena ricevuto. Tornando agli stabilimenti balneari, i gestori sono comunque perplessi visto il rispetto degli studi di settore.
Spiega Cristiano Scarpellini, titolare del Bagno Marco Polo di Marina di Pisa: «Siamo gli unici in Europa ad avere tali adempimenti; senza considerare che siamo anche gli unici ad avere l'Iva al 23% (nelle altre nazioni è al 10%). Tutto questo in una categoria che rispetta le regole e le leggi. Non a caso l'81% dei gestori sono stati dichiarati "congrui e coerenti" con gli studi di settore, dimostrando quindi che non possiamo essere definiti evasori fiscali».
Altra novità riguarda il pagamento in contanti. Se la cifra dell'abbonamento stagionale, o di altri servizi, supera i 999 euro, dovrà essere versata in modo tracciabile, cioè con assegno, bonifico, bancomat o carta di credito. Ancora Sighieri: «Questo è un altro problema che però è di più facile soluzione. Chi ha un abbonamento stagionale, infatti, molto spesso non paga l'intero importo in un'unica soluzione. Magari dà un acconto alla conferma, un'altra parte a luglio ed il saldo a settembre. In questi casi faremo gli scontrini normalmente e, se lo vorrà, il cliente potrà pagare in contanti essendo la cifra consentita». (d.b.)
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