Il dolore
Numerosi automobilisti dalla parte della protesta
PISA. Gli automobilisti imprigionati in macchina, in gran parte, hanno condiviso la protesta. Seppure in una situazione di forte disagio. Ne abbiamo ascoltati alcuni mentre stava passando il corteo...
PISA. Gli automobilisti imprigionati in macchina, in gran parte, hanno condiviso la protesta. Seppure in una situazione di forte disagio. Ne abbiamo ascoltati alcuni mentre stava passando il corteo sull’Aurelia non lontano dall’ingresso della Saint Gobain.
«Io sono d’accordissimo - dice una signora di mezza età - ma siamo una goccia in mezzo al mare, purtroppo a chi comanda della protesta non gliene importa nulla». E un giovane alla guida di una macchina sportiva dice che «Equitalia dovrebbe rivedere le forme di prelievo».
Per Matteo, 22 anni, in cerca di lavoro, «era meglio se protestare contro Equitalia, manifestavano per l’occupazione, per la mancanza di lavoro». Ed un signore, compassato e d’una certa età, dice: «Le tasse vanno pagate, a Equitalia o a qualcun altro, ma vanno pagate». «Io dico che chi deve pagare deve pagare, sennò non ne usciamo», daggiunge Giuseppe, 62 anni di Massarosa. E Angelo, 68 anni, massese è in auto con la moglie Maria Pia di 67 anni. «Urca se sono d’accordo - dice Angelo - se non avevo un impegno, manifestavo anch’io. Io nel Sessantotto ero in cima a un trattore a protestare».
Un automobilista fa sapere che deve portare la moglie ad una visita medica e gli organizzatori la fanno passare.
Poi, addirittura, c’è chi vorrebbe qualcosa più della protesta. È un dipendente romano a Pisa per lavoro: «Non devono protestà, devono menà!», mentre un cascinese di 40 anni guarda il corteo e dice che la protesta è giusta, ma una mamma con due figli in macchina ha altri pensieri: «Non mi interessa, io voglio andare a casa».(g.p.)
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