Sicurezza
«No al suicidio, andiamo in piazza»
Lo scopo è creare un movimento di massa in difesa dei diritti dei lavoratori
PISA. Dagli studenti ai precari, dagli operai alle mamme con bambini e passeggini al seguito. Erano tante le anime del corteo che ieri hanno sfilato per chiedere la "sanatoria di tutti i debiti contratti illegittimamente" e costruire lo "sciopero sociale e generale per fermare la riforma del mercato del lavoro". «La nostra non è una protesta contro i lavoratori e i dipendenti di Equitalia - ribadiscono più volte i manifestanti spiegando le ragioni della protesta - ma contro il suo meccanismo e chi l'ha creato». Obiettivo dei manifestanti e quello di creare un movimento di massa dal basso che metta al centro della lotta i diritti dei lavoratori e dei cittadini. L'invito è di non suicidarsi ma scendere in piazza per dar vita ad un «movimento che si opponga al pagamento del debito e costruisca lo sciopero generale per far fronte ad una situazione insostenibile per famiglie, lavoratori, studenti e precari». Una situazione insostenibile che un'operaia della Piaggio, con un cappio al collo in forma di protesta, ha voluto raccontare in prima persona: «Devo decidere se pagare le rette a Equitalia - dice - o dar da mangiare ai miei figli». Un difficile presente che accomuna molti dei partecipanti, ma anche tanti automobilisti e passanti che, intrappolati nelle lunghissime code, decidono di raccontare: «Non ho pagato in tempo e mi hanno tartassato - racconta un ciclista che si ferma a solidarizzare con i manifestanti - Devono distinguere tra gli evasori e chi sbaglia in buona fede. I soldi li devono prendere dove sono e non succhiarli alla gente onesta». La manifestazione e i blocchi di ieri si inseriscono in un percorso a tappe che i movimenti proseguiranno per costruire lo sciopero sociale e generale. «Da oggi (ieri, nda) il «popolo degli indebitati" scarica la macelleria sociale contro chi se la merita - dice uno dei promotori della manifestazione - Quello che non fanno i partiti e i sindacati confederali lo fanno gli operai, studenti, disoccupati e precari: tutelare gli interessi, il reddito e la dignità di chi la produce. La manifestazione contro Equitalia è il nostro contributo alla lotta contro la riforma del mercato del lavoro. Il percorso continuerà con una serie di blocchi e manifestazioni e ogni data convocata dai sindacati sarà utilizzata dal movimento per praticare lo sciopero sociale e generale e dire no a tutte le misure di austerità».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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