Sicurezza
Imu, prima casa allo 0,4% ferma l’addizionale Irpef
La proposta della giunta sarà discussa dal consiglio comunale all’inizio di giugno Lettera del sindaco a Monti: non si possono pretendere altri sacrifici dai pisani
PISA. E’ confermato: la giunta comunale intende mantenere allo 0,4% l’aliquota Imu per la prima casa; e resterà allo 0,2% l’addizionale Irpef. La proposta, insieme a tutte le altre voci relative all’imposta sugli immobili, approderà così all’attenzione del consiglio. L’annuncio è stato dato dal sindaco Marco Filippeschi e dall’assessore al bilancio Giovanni Viale, alla presenza degli altri componenti dell’esecutivo di Palazzo Gambacorti. «Abbiamo fatto questa scelta - commenta il sindaco - malgrado una situazione economica grave per i Comuni e di rischio per i servizi ai cittadini. Lo abbiamo fatto considerando la crisi economica e il suo peso sui pisani, per molti insostenibile. E abbiamo potuto farlo perché il nostro bilancio è in regola, perché i sacrifici per pagare il debito li abbiamo fatti e vorremo che questo ci fosse concretamente riconosciuto». Un riferimento quest’ultimo critico nei confronti del governo nazionale, tanto che sul tema Filippeschi e Viale hanno scritto una lettera al premier Mario Monti.
Tagli e confronti. Tabelle e slides proiettate da parte dell’assessore per spiegare il contesto in cui queste scelte sono state fatte. «Il Comune di Pisa - dice - negli anni 2011 e 2012 ha avuto tagli secchi per 10 milioni di euro rispondendo al decreto legge78/2010 e al decreto Salva Italia. L’ultimo taglio in ordine temporale è di 4 milioni che, grazie alla prudenza avuta in sede di approvazione del bilancio preventivo, diventano 3. Questi ulteriori tagli si potevano recuperare utilizzando 4 leve possibili: risparmi di spesa, addizionale Irpef, aliquote Imu e un misto tra Irpef e Imu». La volontà della giunta, riprende Filippeschi, è stata quella di «non colpire i redditi da lavoro mantenendo l’addizionale Irpef allo 0,2%; e di non toccare l’aliquota per l'abitazione principale. Si aumenta invece fino all’1,06 per le case sfitte». Per compensare si cercheranno ulteriori limature attraverso un’analisi sulla spesa per i servizi e una razionalizzazione degli immobili pubblici (da coordinare con il trasferimento ai locali della Sesta Porta). Queste proposte andranno in consiglio comunale, così come alle categorie economiche, ai sindacati, ai cittadini, per arrivare all’approvazione nella prima decade di giugno. Ci sono ordini del giorno già presentati che richiedono la riduzione dell’aliquota base Imu allo 0,2% e che saranno oggetto di discussione.
Lettera al premier. Nella lettera indirizzata a Monti, Filippeschi e Viale, riassumendo i numeri del Comune (a cominciare dalla riduzione negli anni dell’indebitamento), ricordano i tagli già subiti e quelli che potranno arrivare con un mezzo “giallo”. Perchè le stime del ministero e del Comune sul gettito Imu differiscono parecchio: per il ministero sarà di 33,7 milioni di euro; per il Comune di 26,5. Aggiungendo il costo derivante dall’aumento dell’Iva, la giunta teme «un aggravio in bilancio di ulteriori 8 milioni». La domanda finale per Monti: «E’ mai possibile pretendere dalla comunità pisana ulteriori contributi? E quale sarebbe l’incentivo dato ai Comuni come il nostro, definiti “virtuosi” per la qualità del loro bilancio»?.
Il caso canone concordato. Cancellati tutti gli incentivi per chi decideva per il canone concordato. «In consiglio sarà così proposto - annuncia l’assessore alle politiche abitative Ylenia Zambito - un incentivo per i proprietari che vada a compensare l’aliquota Imu. La legge non consente margini di manovra sull’aliquota stessa, ma possiamo in questo modo prevedere una riduzione».
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