Il Tirreno

Pisa

Donne, la violenza aumenta anche a Pisa

di Renata Viola

Il Centro cittadino ne ha assistite ben 69 nei primi 4 mesi del 2012. L’associazione Dire scrive una lettera a Napolitano

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PISA. Una lettera aperta con la richiesta di «collocare senza ulteriori indugi la lotta alla violenza maschile sulle donne tra le priorità dell'agenda politica italiana», è stata simbolicamente recapitata ieri al Presidente della Repubblica, onorevole Giorgio Napolitano.

Porta la firma di Titti Carrano, presidente del D.i.Re., l'associazione di Donne in Rete contro la violenza che riunisce i sessanta centri antiviolenza italiani , comprese le Case delle Donne.

La lettera, scritta all'indomani dell'uccisione di una ventenne siciliana da parte del suo compagno, è stata inviata contemporaneamente a tutti i sindaci dell'area pisana e al presidente della Provincia, Andrea Pieroni.

«... donne che hanno lavorato moltissimo- si legge nel documento - per costruirsi un percorso di vita lontano dalla violenza e che ci chiedono di intensificare il nostro impegno per dare al paese un segnale concreto contro la violenza che le colpisce».

I dati sono terrificanti: nei primi quattro mesi del 2012 le donne uccise sono state 56, contro le 29 dello stesso periodo del 2007.

Ai Centri Antiviolenza e alle Case della Donna di tutta Italia si rivolgono annualmente circa 14.000 donne.

Le violenze sono per il 71% di italiani, per il restante 39% di stranieri. Autori dei reati, 64% il partner, 20% l'ex, l'8% un familiare, 6%un conoscente, il 2%un estraneo.

Il Centro Antiviolenza di Pisa nel 2011 ha accolto 182 donne, di cui 156 per la prima volta e solo nei primi quattro mesi di quest'anno ne ha ascoltato 69, di cui 47 italiane. Anche l'ONU, attraverso il Comitato Cedaw, ha espresso la sua preoccupazione al Governo Italiano per il «perdurare di attitudini socio culturali che condonano la violenza domestica»; analoga preoccupazione per l'immagine della donna in Italia , percepita come oggetto sessuale.

L'iniziativa è stata divulgata ieri, nella sede della Casa delle Donne di Pisa da Giovanna Zitiello, coordinatrice centro Antiviolenza, Lorella Zanini , vice presidente, Francesca Pidoni, di Telefono Donna e Daniela Lucatti, psicologa.

«Ci rivolgiamo al Presidente Napolitano- ha spiegato Zitiello-perchè si prendano provvedimenti urgenti sulle violenze di genere».

«Dalla Casa della Donna- ha detto- parte la richiesta di non tagliare i già esigui fondi , che arrivano tramite gli enti locali(Società della Salute); di deliberare nei consigli provinciali per sollecitare la firma della Convenzione Europea di Istanbul , che prevede leggi, politiche e strategie sulla violenza di genere; di rafforzare la rete locale dei centri Anti violenza,con la formazione degli operatori e l'informazione a partire dalle scuole».

Un altro appello viene lanciato ai mass media, con l'elaborazione di un codice etico in cui si chiede che gli omicidi vengano classificati come femminicidi , evitando gli stereotipi che incasellino i protagonisti dei reati in "folli d'amore, mariti alcolizzato o reduci da un'infanzia difficile"tali da indurre ad un'erronea giustificazione dell'insano gesto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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