Il Tirreno

Pisa

Cartelle strappate davanti a Equitalia

di Giovanni Parlato
Cartelle strappate davanti a Equitalia

Il “popolo degli indebitati” manifesta bloccando l’Aurelia e l’ingresso alla superstrada e all’autostrada

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PISA. Viscere gettate davanti l’ingresso di Equitalia, cartelle esattoriali (fotocopie) strappate e lanciate in aria come coriandoli e blocchi stradali che hanno paralizzato l’Aurelia con migliaia di automobilisti che non potevano né entrare né uscire dalla città.

Il “popolo degli indebitati” ha manifestato ieri pomeriggio a Pisa dietro la regia di Occupy Pisa cui hanno aderito operai della Piaggio e di imprese dell’indotto, studenti, precari, giovani del Cep, Cobas.

La protesta si è radunata intorno alle 16 in tre punti simbolo della protesta: al Centro per l’Impiego in via Battisti, al Cep in piazzale Donatello e al presidio permanente in piazza Dante. Da qui, tre cortei si sono ritrovati dopo le 17 davanti al bar Livorno sull’Aurelia a Porta a Mare. I manifestanti, circa duecento, hanno bloccato il traffico e in pochi minuti si è creata una lunga coda sia per entrare che per uscire dalla città. A controllare la protesta, c’erano carabinieri e poliziotti e non ci sono mai stati momenti di tensione. Al megafono si sono alternati diversi manifestanti tutti contro Equitalia, contro le banche, contro il sistema che ha creato il debito «che noi non vogliamo pagare».

Il blocco del traffico e il comizio con tanto di slogan, bandiere e striscioni è rimasto all’incrocio fra l’Aurelia e via Livornese per circa quaranta minuti. Quindi, i manifestanti si sono incamminati verso la sede di Equitalia che si trova all’inizio di via Darsena. La protesta si è accesa con un gran fracasso, con l’intenzione di fare più rumore possibile: i manifestanti hanno cominciato a battere con le mani sulla ringhiera di lamiera che divide la strada dal cantiere “Ville urbane”, dal furgone sono saltati fuori pentole, padelle e cucchiai. È stato un frastuono assordante: in più slogan gridati in coro. A passo lento, il corteo è giunto alla sede di Equitalia sempre scortato dalle forze dell’ordine. E davanti alla sede dell’agenzia di riscossione dei tributi, c’era un drappello di poliziotti in assetto antisommossa, ma ad una ventina di metri. Mentre dall’interno di Equitalia, si vedevano le tende muoversi da dove la Digos filmava e faceva le fotografie.

«Noi siamo il popolo degli indebitati - ha tuonato dal megafono un giovane di Occupy Pisa - e abbiamo deciso di non pagare più e di strappare le cartelle esattoriali». Numerosi manifestanti hanno estratto dalle tasche le cartelle esattoriali fotocopiate e da cui era stato cancellato il nominativo, poi strappate e lanciate in aria come fossero tanti coriandoli. E mentre l’asfalto si riempiva di cartelle esattoriali fatte a pezzetti, ecco che due giovani si sono fatti largo con un grande e pesante secchio il cui contenuto è stato scaricato davanti all’ingresso di Equitalia: era un ammasso informe di interiora e ossa, un avanzo donato da un macellaio.

«Ecco come ci vogliono ridurre» ha commentato un manifestante ed un altro aggiunge: «Vogliono tutto di noi». E c’è anche un ambulante che deve fare i conti con Equitalia perché non in regola con i contributi. «Il Comune è pronto a ritirare la licenza a chi non ha il Durc, cioè non è in regola con i pagamenti dei contributi e il 30% degli ambulanti rischia di non lavorare più».

I manifestanti si sono poi diretti allo svincolo dell’Aurelia con la superstrada e l’autostrada creando ulteriori disagi a migliaia di automobilisti. La protesta è poi continuata in serata con l’occupazione degli ex impianti sportivi alla Fontina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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