Il Tirreno

Pisa

«Mi ha chiesto soldi e somigliava molto proprio a Roberta»

di Candida Virgone
«Mi ha chiesto soldi e somigliava molto proprio a Roberta»

Il racconto fatto ai militari dalla titolare di un’autoscuola della zona di Savona: al vaglio i filmati delle telecamere

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PISA. Un nuovo avvistamento, forse il più credibile di tutti, ricerche a tappeto in grande stile e l’uscita di scena definitiva di Antonio Fusi, che in realtà noi avevamo anticipato già tre giorni fa. Sono le novità emerse sul caso Ragusa, a quattro mesi dalla scomparsa dell’imprenditrice di Gello di San Giuliano. La notizia dell’ultimo avvistamento, forse uno dei più attendibili a parte un passaggio, è stata fornita ufficialmente ieri mattina dalla procura e dai carabinieri.

È il 27 aprile scorso quando una bella donna, cadenza toscana, alta un metro e settanta, 45-47 anni, coda di cavallo castana, occhi azzurri, entra nell’autoscuola di Rosanna Marziano a Pietra Ligure. A dispetto della vita che dice di fare è pulita, curata. Entra, vede un manifesto che illustra le regole legate alla perdita di punti sulla patente e si dilunga con competenza su vari articoli del codice dimostrando conoscenza del settore.

«Lavoravo in una società di pratiche auto - racconta - ma ho lasciato il posto, me ne sono andata di casa ed ho tagliato i ponti con i miei. Non li sento da tempo. Vivo come posso, di notte dormo nei boschi: non ho paura delle bestie, mi fido più di loro che degli uomini. Di giorno sto in luoghi isolati: ho timore degli altri. Mangio alla Caritas. Vengo dalla Sardegna: sono sbarcata pochi giorni fa a Genova. Per questo, scusatemi, ho bisogno di danaro. Potreste venirmi incontro in qualche modo»? La donna ha con sé un cartello su cui sono disegnate un’auto e una rosa: poche righe spiegano perché chiede l’elemosina. Indossa un jeans, una maglietta gialla con righe marroni e un piumino nero.

«Non è nostra abitudine dare danaro»: risponde cortesemente Rosanna. «Hai ragione, ti capisco, fai bene: se avete scelto una linea di condotta fate bene a seguirla».

Poi esce. La signora Rosanna, titolare dell’autoscuola, raggiunta al telefono ieri pomeriggio dapprima è indaffarata: chiede di richiamare. Poi, richiamata, taglia corto. «Ho detto tutto ai carabinieri, quello che vi hanno raccontato è la verità. E non l’ho vista solo io. L’hanno vista anche quelli che c’erano in quel momento in autoscuola. Io e una collega abbiamo avuto la stessa impressione, che si trattasse di quella donna scomparsa. Il volto di questa signora è più scavato rispetto alle foto più recenti della Ragusa, diciamo che si avvicina a quelle di qualche anno fa».

È il 3 di maggio quando Rosanna Marziano va a raccontare i suoi dubbi ai carabinieri di Pietra Ligure, che mettono a verbale; i colleghi pisani sono arrivati la scorsa settimana ad interrogare la titolare dell’autoscuola savonese. Le ricerche quindi hanno spaziato intorno alla Caritas, a cui si accede muniti di documento e tesserino, ma che non nega cibo a nessuno, anche a chi dà un nome qualsiasi. Negli archivi Caritas non risulta un accesso col nome di Roberta Ragusa, mentre sono state acquisite e vengono visionate da giorni dagli inquirenti le cassette della videosorveglianza della zona di Pietra Ligure indicata dalla testimone, alla ricerca di un frame che immortali un volto somigliante a quello della scomparsa o da comparare con i suoi tratti.

Infine, di nessun fondamento la notizia che si cerchi anche nell’inceneritore, una pista nata dalla fantasia popolare che da mesi vagheggia di accessi di Logli agli impianti e smentita da tutti i vertici di Geofor, ascoltati a lungo in procura su smaltimento, discarica e termovalorizzatore. Non ci sono cadaveri fra i rifiuti.

Altro servizio a pag. 2

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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