Sicurezza
Mille anarchici in piazza per ricordare Serantini
Manifestazione organizzata in memoria del giovane ucciso nel ’72 dalla polizia Slogan contro il sindaco per gli sgomberi dei rom e vernice contro un bancomat
di Danilo Renzullo
PISA
In ricordo di Franco Serantini, per la libertà e l'uguaglianza: gli anarchici invadono Pisa. Erano circa mille gli anarchici che ieri hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dagli Anarchici Toscani in ricordo di Franco Serantini, l'anarchico ventenne ucciso quarant’anni fa dalla polizia mentre si opponeva ad un comizio fascista.
«Oggi (ieri per chi legge, nda) siamo in piazza per ricordare Franco, il compagno rivoluzionario morto per la libertà – dicono gli anarchici – ma anche per affermare quella libertà che oggi viene negata ai compagni incarcerati, ai migranti deportati, ai lavoratori sfruttati e licenziati. Quella libertà che quarant'anni fa venne negata nella città di Pisa a centinaia di giovani antifascisti. Quella che venne negata a Franco, compagno anarchico ucciso sulla strada della libertà».
Accompagnati dai canti e dalle classiche “ballate” anarchiche, il lungo corteo, a cui hanno partecipato tutte le componenti del mondo anarchico (Fai – Usi – Fdca) con delegazioni provenienti da tutta Italia, oltre a quelle di tutta la Toscana, e da molte altre realtà cittadine, dopo il raduno in piazza Sant'Antonio, ha sfilato lungo via Crispi e Lungarno Gambacorti dove, nel punto esatto in cui Serantini venne picchiato e arrestato, è stato deposto un mazzo di fiori.
«Qui il 5 maggio del 1972 Franco veniva catturato dopo essere stato picchiato dalla polizia – ricordano gli anarchici –. Dopo due giorni moriva in carcere. Si dice che Franco era orfano, ma non era solo. Franco lottava insieme a tanti altri per trasformare la società. Non è morto invano. Franco continua a vivere nelle lotte di tutti i giorni».
Il corteo ha poi sostato alcuni minuti sotto Palazzo Gambacorti dove, con un breve intervento, gli anarchici hanno contestato il sindaco Marco Filippeschi, condannando, in particolare, le politiche di sgombero dei campi rom. Il corteo ha proseguito la sua marcia su Lungarno Galilei.
Qui, alcuni manifestanti, hanno lanciato della vernice contro il bancomat dell'Unicredit Banca e, poco più avanti, hanno tentato di incendiare con un fumogeno una bandiera italiana che sventolava da un palazzo.
La manifestazione ha attraversato Ponte della Fortezza e si è conclusa in piazza San Silvestro, in quella che, informalmente, è diventata piazza Serantini. Sul monumento marmoreo a lui dedicato, è stato deposto un secondo mazzo di fiori, oltre a varie bandiere delle delegazioni anarchiche. Il corteo si è concluso con alcuni comizi che hanno ricordato Serantini e un concerto.
«Siamo soddisfatti di questa manifestazione – dicono gli organizzatori –. Oggi (ieri per chi legge, nda) siamo in piazza per ricordare Franco e la sua volontà di lottare per una società di liberi e di eguali. Lo ricordiamo in una fase in cui la repressione colpisce violentemente I lavoratori. A 40 anni di distanza siamo nuovamente di fronte ad un attacco feroce da parte dello Stato e dei suoi apparati repressivi contro ogni manifestazione di dissenso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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