Il Tirreno

Pisa

Via alla maxi-battuta Duecento carabinieri in cerca di Roberta

di Candida Virgone
Via alla maxi-battuta Duecento carabinieri in cerca di Roberta

Da domani si cerca il corpo in un raggio di 20 km da Gello con uomini e cani. Intanto il pontederese Fusi esce di scena

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GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Domani mattina finalmente dovrebbero cominciare le attese ricerche per far luce sulla scomparsa di Roberta Ragusa: la notizia non è stata data ufficialmente, ma trapela da ambienti inquirenti. Sarà una domenica quindi di fuoco su tutti i fronti: intanto proprio domani saranno quattro mesi dalla scomparsa della titolare dell’autoscuola Futura, e poi, se da una parte comincia l’attesa battuta a tappeto del territorio, dall’altra è stata annunciata una manifestazione, opera degli amici di Facebook del sito «Troviano Roberta Ragusa», che si terrà a San Giuliano. Saranno presenti soprattutto quelli che fanno parte del gruppo locale e che dunque vivono qui: si parte al mattino alle 9 da piazza Collodi con un corteo che si snoderà per le vie adiacenti alla zona, per non intralciare il traffico, e che nella stessa piazza si concluderà a mezzogiorno.

Per la battuta nel territorio intorno, fra parco naturale, preparco, corsi d’acqua, laghi, pozzi, fossi e cavità naturali, si sparpaglieranno circa duecento uomini, tutti dell’Arma, alla ricerca di una traccia che possa far luce sulla scomparsa dell’imprenditrice di Gello, svanita dalla sua casa, in via Ulisse Dini, nella gelida notte fra il 13 e il 14 gennaio, la stessa del naufragio della Concordia. Parteciperanno solo uomini dell’Arma, delle varie specialità, dai sub agli speleologi, con unità cinofile per ricerca persone e da cadavere. Una battuta ampia ed attesa, rinviata da tempo, che partirebbe dal luogo della scomparsa per scandagliare un raggio di circa venti chilometri. Una battuta che non si limiterà ad un sola giornata, ma che andrà avanti per più giorni, data proprio la vastità e la complessità delle zone da controllare. Ovviamente non riguarderà il monitoraggio di tutti i luoghi, ma solo di quelli considerati più a rischio. Si tratta di un momento importante di questa complessa e lunga indagine, perché davvero potrebbe fornire agli inquirenti altri tasselli ad un quadro che si è delineato a poco a poco, giorno dopo giorno, lentamente, che dopo quattro mesi può scartare alcune ipotesi ma che resta comunque incompleto, con tanti indizi, ma nessuna prova, a carico di nessuno. Per la scomparsa della signora Ragusa sono indagati per omicidio colposo il marito, Antonio Logli, 48 anni, ed un pontederese di 62 anni, Antonio Fusi, che quella maledetta notte, a Ponsacco, avrebbe dato un passaggio in auto ad una donna somigliante a Roberta. E seppure la sconosciuta è stata identificata - si tratterebbe di una psicolabile di Pontedera - sono state ugualmente fatte le analisi sui reperti prelevati dai Ris sulla vecchia Panda verde di Fusi. Il dna estrapolato dalle tracce biologiche femminili trovate sull’auto è stato comparato con quello rilevato dalla spazzola per capelli di Roberta. La signora Ragusa, su quell’auto, non è mai salita: lo ha assicurato anche il comandante del Racis, il generale Enrico Cataldi, ospite giovedì sera delo Lions di Pisa. Esce così defintivamente di scena Fusi, lasciando primo attore sul palcoscenico di questa tragedia solo Logli, legato alla segretaria dell’autoscuola Sara Calzolaio, addirittura, pare, da una decina d’anni, da quando la ragazza andò alla Futura a prendere la patente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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