Attenzione
Al supermercato Fido è un problema
La legge regionale consente l’ingresso degli animali I punti vendita si regolano di conseguenza. Ma non tutti
PISA. Entrare nel supermercato con il proprio cane? Un calvario. Tra leggi e regolamenti applicati dai singoli supermercati, fare la spesa in compagnia degli amici a quattro zampe può diventare un'odissea burocratica. Alcune segnalazioni giunte in redazione sollevano il caso: «Io e il mio cagnolino (uno spitz tedesco di circa 4 chili), che avevo messo nel carrello sopra un giornale, siamo stati invitati ad uscire dal supermercato», lamenta una lettrice. «I centri commerciali di Pisa - conclude - devono prendere una decisione. O tutti gli animali possono entrare oppure nessuno».
Da una nostra indagine emerge che quasi tutti i maggiori supermercati cittadini rispettano la legge regionale vigente, ma tutto dipende dalla grandezza del cane e dall'"attrezzatura da trasporto". Al Carrefour da pochi mesi permettono «l'entrata nell'ipermercato di cani di piccola taglia ma solo se tenuti in braccio o nel trasportino». Sulla stessa linea i punti vendita Pam, che ammettono «cani di piccola dimensione tenuti in braccio». Porte sbarrate, invece, nei punti vendita Esselunga che vieta l'entrata «per motivi igienico-sanitari», ammettendo l'accesso solo in «situazioni particolari, come nel caso di non vedenti che hanno necessità di essere guidati da un cane, accompagnati, però, dal personale del punto vendita». Coop, ha «disposto il divieto di accesso per i cani al guinzaglio (divieto annullato nel caso di un non vedente) per questioni igienico-sanitarie» e permette l'ingresso ai cani «se tenuti in braccio o nel trasportino».
La materia, in Toscana, è regolamentata dalla legge regionale 59 del 20 ottobre 2009 che, all'articolo 21, recita: «I cani, accompagnati dal proprietario o detentore, hanno accesso a tutti gli esercizi pubblici e commerciali nonché ai locali e uffici aperti al pubblico presenti sul territorio regionale», purché tenuti al guinzaglio e con museruola, specificando, che «il responsabile degli esercizi pubblici, nonché dei locali e degli uffici aperti al pubblico può adottare misure limitative all'accesso, previa comunicazione al sindaco».
Dal Comune di Pisa, che applica il regolamento regionale, fanno sapere che l'unica richiesta di diniego è giunta da un bagno del Litorale.
Se da un lato tutto è sottoposto anche al buon senso dei proprietari (cani di piccola taglia e tenuti con le dovute precauzioni indicate dalle leggi e non nel carrello, come nel caso della nostra lettrice), dall'altro nessun supermercato o altro esercizio pubblico e commerciale cittadino ha "ufficializzato" il divieto e, quindi, nessuno può vietare l'ingresso ai cani.
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