Sicurezza
Troppi contratti a tempo, risarciti sette insegnanti
Lo Stato dovrà versare trentamila euro in media a ciascun docente precario. L'avvocato Orsucci (Cisl): le sentenze del giudice Tarquini faranno scuola
Hanno insegnato o lavorato negli uffici amministrativi delle scuole materne, primarie e secondarie della provincia di Pisa, entrando in servizio il 1 settembre ed uscendovi il 30 giugno o il 31 agosto.
Dura vita quella dei precari della scuola, costretti a firmare di anno in anno contratti a tempo determinato. Nella speranza di essere confermati nell'anno scolastico successivo. E che un giorno, più o meno lontano, arriverà anche per loro il posto fisso.
Sì, perché il loro status di precari li costringe non solo a periodi di disoccupazione, ma anche a fare programmi di vita con molta difficoltà e in mezzo a mille incertezze. Per fare un esempio, è molto difficile che vengano concessi loro mutui e prestiti: perché gli istituti di credito prima di finanziare, ad esempio, l'acquisto di un immobile, chiedono al cliente di dimostrar loro di avere un lavoro stabile. I precari devono rinunciare, inoltre, anche agli scatti di anzianità, previsti invece dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale della scuola assunto a tempo indeterminato. Scatti che prevedono un aumento di stipendio al terzo, nono, quindicesimo, ventottesimo e trentacinquesimo anno di servizio.
Tutti i dettagli sul giornale in edicola
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
