Il Tirreno

Pisa

Mobilitati contro i test Invalsi

di Danilo Renzullo
Mobilitati contro i test Invalsi

Rifondazione, Giovani Comunisti e Cobas invitano docenti e genitori a boicottare le prove in classe

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PISA. Mobilitazioni, proteste e boicottaggi. I test Invalsi scatenano le polemiche di Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti e Cobas. Il 9 e 10 maggio, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, si è tenuta la prima tornata delle prove Invalsi, test formulati secondo modalità standard, che servono a misurare le competenze e il livello complessivo della formazione raggiunti dagli studenti e, in generale, sull'efficienza del loro istituto.

«Il modello proposto dai quiz – spiegano Luca Barbuti, segretario provinciale Rc, e Luca Panicucci, coordinatore provinciale Gc – è quello tipico delle scuole anglosassoni, dove l'apprendimento richiesto agli studenti è di tipo nozionistico e superficiale. Nella scuola italiana si è invece sempre ribadita l'importanza di un insegnamento caratterizzato da approfondimento, elaborazione e verifiche mirate». Per questo, secondo Rc e Gc, «i test Invalsi, seguendo una logica completamente diversa da quella seguita durante l'anno, oltre a non tener conto dei contesti e ad interferire con la libera formazione degli studenti e la libertà di insegnamento dei docenti, sono inefficaci per lo scopo che si prefiggono e nulla possono misurare dell'efficacia delle scelte didattiche, organizzative e gestionali delle scuole. Così facendo si procede sul percorso di trasformazione della scuola pubblica in un'azienda, dove tutte le decisioni vengono prese in base a parametri economici». Per Rc e Gc «il passo successivo sarà quello del calcolo degli stipendi dei docenti in base ai quiz dei loro studenti».

A Rc e Gc fanno eco i Cobas. «I test Invalsi sono quesiti inutili per la valutazione della crescita e maturazione degli studenti – accusa la confederazione dei comitati di base - ma sono uno strumento che serve a condizionare le attività didattiche in funzione delle prove, mentre la formazione culturale viene ridotta ad un mero addestramento alla compilazione dei test stessi ed è evidente che questa impostazione è funzionale ad una concezione mercificata dell'istruzione e della conoscenza».

Secondo i Cobas la prima «somministrazione» dei test in molte scuole della provincia di Pisa è fallita «per il boicottaggio dei genitori che non hanno mandato i figli a scuola e dei docenti e collaboratori scolastici che hanno scioperato». E se la prima fase dei test ha lasciato una scia di polemiche, per la seconda tranche, che si terrà il 16 maggio nelle scuole superiori, si preannunciano scioperi e contestazioni.

Rc e Gc invitano al «boicottaggio, auspicando una mobilitazione di tutto il mondo della scuola non solo contro i test ma anche per riportare al centro del dibattito la questione della scuola, dell'istruzione e della cultura», mentre i Cobas, oltre al boicottaggio, invitano a proseguire lo sciopero «per protestare contro una misera scuola-quiz che smantella materialmente e culturalmente l'istruzione» e a partecipare al presidio di docenti, personale Ata, collettivi degli studenti medi e Giovani Comunisti che si terrà in piazza XX Settembre con corteo fino al provveditorato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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