Sicurezza
In diciotto anni la Scuola Sant’Anna è diventata una “Glocal University”
di RICCARDO VARALDO Caro sindaco, mi rivolgo a te come rappresentante massimo dell’intera cittadinanza pisana per un saluto nel momento in cui lascio i vertici della Scuola Superiore Sant’Anna, dopo...
di RICCARDO VARALDO
Caro sindaco, mi rivolgo a te come rappresentante massimo dell’intera cittadinanza pisana per un saluto nel momento in cui lascio i vertici della Scuola Superiore Sant’Anna, dopo un lungo periodo di militanza, prima come direttore (1993-2004) e successivamente come presidente, carica nella quale è ora subentrato il prof. Giuliano Amato, illustre ex-allievo della Scuola stessa.
Sono stati diciotto anni molto intensi, coincisi con una fase di rapida e intensa crescita della Scuola, che l’hanno portata a radicarsi sempre più nel tessuto urbano, culturale e scientifico della città, con un originale contributo di idee e spinte innovative.
Nel suo sviluppo la Scuola ha sempre avuto a fianco l’amministrazione comunale e tutti gli enti e le autorità locali, con una esemplare prontezza nel farsi interprete di problemi ed esigenze, e nel ricercare le migliori soluzioni. Per questo l’occasione mi è gradita per rivolgere a te e a tutti gli altri responsabili istituzionali un vivo, sentito ringraziamento per la collaborazione aperta e costruttiva offerta alla Scuola nel suo percorso di sviluppo in Pisa.
Ma il Sant’Anna è anche una Scuola che ha saputo andare oltre, essendosi dotata di antenne lontane, nel mondo globale, che la portano a vivere la sua missione con i caratteri di una vera e propria “Glocal University” che ha il cuore a Pisa ma i suoi sensori nel mondo.
È il modo questo con cui Pisa oggi dovrebbe vivere la modernità se vuole vincere le sfide della globalizzazione, mettendo a frutto la presenza di istituzioni universitarie e scientifiche sempre più internazionalizzate. Il carattere universitario e scientifico di Pisa si è andato progressivamente ampliando e intensificando negli ultimi vent’anni, con un crescente peso di questo mondo in senso demografico, sociale, economico ed edilizio, e un forte impatto sulla vita cittadina, sulle abitazioni, sulle infrastrutture e sull’organizzazione dei servizi pubblici e privati. Questa “grande azienda universitaria e della ricerca”, così interconnessa nella città, meriterebbe di essere coinvolta per giungere alla delineazione di un piano “Qualità Pisa” dove tutte le componenti, inclusi anche gli studenti, dovrebbero poter esprimere un loro contributo concreto e mirato all’innalzamento ed alla conservazione della qualità dell’ambiente e della vita a Pisa.
Il momento difficile che stiamo attraversando sta facendo riscoprire il senso della responsabilità sociale e dell’impegno civico. Speriamo che un buon esempio possa venire da Pisa.
Con questo augurio, saluto te e la città di Pisa con viva cordialità.
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