Sicurezza
La luce che vede le vene aiuterà i piccoli pazienti
Si chiama Veinviewer ed è già in funzione presso l'Unità di Oncoematogia Pediatrica dell'Ospedale di Pisa . E' il dispositivo che consente di facilitare l'accesso venoso nei bambini...
PISA. . Si chiama Veinviewer ed è già in funzione presso l'Unità di Oncoematogia Pediatrica dell'Ospedale di Pisa .
E' il dispositivo che consente di facilitare l'accesso venoso nei bambini sottoposti a terapie lunghe, in cui si rendono necessari numerosi prelievi, terapie endovenose e trasfusioni.
Si tratta di uno strumento non invasivo, di proiezione a led che fornisce informazioni per trovare le vene "giuste" ed è destinato a facilitare il compito dell'operatore sanitario ed alleviare le sofferenze dei piccoli pazienti. Il dispositivo va a rilevare i vasi sanguigni sottocutanei, l'immagine viene elaborata in tempo reale e proiettata sulla pelle, riproducendo fedelmente la dimensione e la posizione della vena, selezionata per grandezza.
L'uso del Veinviewer permette di ridurre del 50% il numero dei tentativi per ottenere l'accesso vascolare; il minor utilizzo di aghi riduce, in maniera proporzionale, il rischio per gli operatori sanitari di ferite accidentali da ago e relative complicanze. Ogni anno in Italia sono oltre 70.000 le esposizioni al rischio biologico da parte degli operatori sanitari.
ll prezioso dispositivo, acquistato dall'Agbalt, l'Associazione genitori dei bambini affetti da leucemie e tumori, è stato presentato ieri all'Isola dei Girasoli, la struttura residenziale che ospita le famiglie dei piccoli pazienti in dimissione precoce, inaugurata un anno fa.
Sono intervenuti Claudio Favre, direttore dell'Unità Operativa di Oncoematologia pediatrica, Fabrizio Gemmi, direttore sanitario dell'Aoup, Michele Bongianni, vice presidente Agbalt.
La dottoressa Barbara Raimondi ha illustrato le caratteristiche tecniche dello strumento che è un brevetto americano , distribuito in Italia dalla Kairos Medical.
«Il reparto è sempre stato all'avanguardia nelle terapie, ma talvolta sprovvisto di presidi- ha spiegato Favre.- Non tutti i bambini possono adottare il catetere venoso centrale, ci sono alcuni piccoli pazienti non oncologici ma con malattie gravi che necessitano di trasfusioni anche urgenti. Il dispositivo permette anche di vedere se c'è la rottura di una vena».
Sull'umanizzazione della cura si è soffermato Gemmi: «Spesso si sottovaluta l'aspetto umano durante le terapie:la tecnologia e l'umanità devono viaggiare parallelamente». Ed ha auspicato l'ingresso di Veinviewer anche nei reparti degli adulti, dove sono moltissimi i pazienti con vene difficili. Bongianni ha invece sottolineato il buon funzionamento della struttura e l'acquisto di un pulmino per il trasporto dei piccoli pazienti in ospedale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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