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Il “miracolo” dell’ateneo

Il “miracolo” dell’ateneo

L’amministrazione: «Paghiamo entro 30 giorni, è la legge»

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PISA. Fra le amministrazioni pubbliche c’è chi fa gridare al miracolo. Di fronte ai mesi che si accumulano prima di sborsare una lira, c’è chi paga entro trenta giorni, senza sgarrare: a fare il miracolo è l’università di Pisa.

Ma il direttore amministrativo dell’ateneo, Riccardo Grasso, non vuole sentire parlare né di miracolo né di record. «No, guardi per noi è la normalità», dice l’amministratore che spiega: «Non facciamo altro che applicare la legge che ha recepito una direttiva europea per cui i fornitori vanno pagati entro trenta giorni. Anche perché oltre il termine della scadenza scattano gli interessi di mora e legali».

Ma per quale motivo l’università di Pisa paga regolarmente? «Come università pubblica riceviamo gran parte dei finanziamenti dallo Stato - spiega il direttore Grasso - e l’importo del fabbisogno finanziario per l’anno 2012 che ci è stato assegnato dal ministero è di 232 milioni di euro. Con questi soldi noi paghiamo sia gli stipendi ai dipendenti sia i fornitori. E abbiamo attivato un sistema per cui sappiamo quanta liquidità abbiamo in banca. In base a questo, programmiamo i pagamenti. Ecco il motivo per cui, sapendo che ci aspettano delle scadenze, le rispettiamo. Può capitare di far fronte a un’emergenza o al pagamento di un notevole importo. In questo caso, possiamo chiedere al ministero una deroga per far fronte al pagamento che va comunque onorato nei tempi previsti dalla legge».

E la normativa di riferimento è il decreto legislativo n.231 del 2002, art. 4, comma 2. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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