Sicurezza
Bancarelle, ricorso al Tar per bloccare il trasloco
In quaranta pagine il no degli ambulanti di piazza dei Miracoli al trasferimento La controproposta al Comune: inserire nell’ordinanza la destinazione finale
PISA. E’ stato depositato il ricorso al Tar da parte degli operatori di piazza dei Miracoli e via Maffi contro il trasferimento delle bancarelle di souvenir nel parcheggio scambiatore di via Pietrasantina. Con un documento di 40 pagine, i legali dei commercianti (il professor Duccio Maria Traina del Foro di Firenze e gli avvocati Carmelo D’Antone e Stefano Verità del Foro di Pisa) chiedono l’annullamento delle prime due delibere (quelle del marzo scorso) che di fatto hanno aperto la strada al trasferimento, sancito poi dall’ordinanza del 30 aprile a firma del dirigente comunale Mario Pasqualetti.
È il primo atto di una battaglia legale che gli ambulanti, con il sostegno di Confesercenti e Confcommercio, avevano annunciato all’indomani della notifica dell’ordinanza da parte della polizia municipale. Il primo ricorso, spiegano le associazioni, è un atto dovuto, anche se il cuore della contesa sarà proprio l’ordinanza in cui si delinea il percorso definitivo del trasferimento con date e scadenze.
Intanto, dalla commissione di mercato (l’organismo che riunisce tutti gli operatori del Duomo) si torna a chiedere una soluzione alternativa che faccia coesistere il cantiere per i lavori all’edificio che ospita il museo delle Sinopie con la presenza delle bancarelle. «Nessuno di noi mette in discussione la necessità dei lavori - spiega Gianmarco Boni, rappresante della commissione - nè tantomeno pensa di impedirli con la nostra presenza. Contestiamo l’assurdità del progetto proposto, con un cantiere largo sette metri che non è giustificabile per un simile intervento».
Boni ricorda un episodio di diversi anni fa: «All’inizio degli anni Ottanta il tetto del Museo delle Sinopie venne completamente rifatto. Nessuno degli operatori della piazza ne risentì. La gru fu piazzata all’interno dell’area dell’ospedale senza alcun problema. E stiamo parlando di oltre trent’anni fa. Possibile che oggi - insiste il rappresentante degli ambulanti - per sistemare una facciata ci sia bisogno di un cantiere di tali dimensioni? È evidente che dietro c’è una volontà di cogliere l’occasione per spostarci dalla piazza. Perchè, altrimenti, non mettere già nell’ordinanza che dopo il trasferimento temporaneo, a conclusione dei lavori, possiamo tornare al Duomo?».
Da qui una nuova proposta: «Chiediamo nuovamente di discutere proprio sul merito delle dimensioni del cantiere. È ovvio che con un tale progetto, questura e vigili del fuoco abbiano dato parere negativo allo spostamento in avanti delle bancarelle. Secondo noi il cantiere può essere ridotto - conclude Boni - oppure diviso in lotti con chiusura parziale di alcune bancarelle. O, addirittura, possiamo stare chiusi il tempo dei lavori e poi riaprire una volta conclusi».
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