Sicurezza
La lezione di Bachelet agli studenti del liceo
PISA. Auditorium pieno, ieri, al liceo Buonarroti per l'incontro degli studenti con Giovanni Bachelet, in occasione dell'evento "Pisa non dimentica" organizzato in concomitanza della giornata del 9...
PISA. Auditorium pieno, ieri, al liceo Buonarroti per l'incontro degli studenti con Giovanni Bachelet, in occasione dell'evento "Pisa non dimentica" organizzato in concomitanza della giornata del 9 maggio, dedicata alle vittime del terrorismo e delle stragi. Il professor Bachelet, fisico e parlamentare alla Camera per il Pd, ha ricordato la figura del padre Vittorio, giurista ed esponente della Democrazia Cristiana negli anni di piombo, assassinato dalle Br.
Tanti sono stati i temi toccati durante l'incontro, cui gli studenti hanno partecipato con domande su quel periodo storico contrassegnato dalla lotta armata e dal terrorismo derivanti dall'estremizzazione della dialettica politica. Soprattutto, i ragazzi hanno chiesto chiarimenti sui rapporti nazionali e internazionali con i vari gruppi estremisti, sul ruolo dell'informazione dell'epoca e sulla risposta data dalla politica alle provocazioni terroristiche.
Giovanni Bachelet, oltre a condividere le sue esperienze personali di allora, ha puntato a sottolineare alla platea la centralità della democrazia come strumento di vittoria per i più deboli e la necessità di scrivere leggi sociali vere per sconfiggere la violenza.
Salito alle cronache del tempo per la sua preghiera di perdono, invocata ai funerali del padre, Bachelet ancora oggi crede che il dialogo sia la via migliore per la pratica e la difesa della democrazia. «Perdono e mai vendetta, vita e mai richiesta di morte», disse durante le esequie del 1980. Oggi, in una società fatta sempre più di dittatura mediatica, Bachelet auspica il recupero dei presìdi di democrazia basati sull'incontro e sul dialogo. Le scuole, come le associazioni e il volontariato, devono difendere il loro ruolo sociale contro gli attacchi ripetuti che arrivano anche dalla politica.
E proprio sulla sua esperienza politica attuale si è concluso l'incontro. Partecipando attivamente alla pratica del governo, Bachelet ha raccontato di aver toccato con mano i limiti e le difficoltà della politica, che richiede tanta dedizione e fatica spesso senza rendere risultati evidenti e appaganti. La partecipazione attiva, però, resta un esperimento utile e consigliabile a tutti, per evitare di essere qualunquisti e di indignarsi a vuoto, ma per impegnarsi in prima persona nel recupero di quella speranza di società migliore per cui sono morti tanti innocenti in questo Paese.
Il 9 maggio è dedicato al loro ricordo e a Pisa, oltre a un incontro previsto in mattinata al liceo Dini con Francesco Cappè, si celebrerà nel pomeriggio una deposizione di corona di alloro lungo le Piagge con l'intervento di tante autorità.
Raffaella Ioannone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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