Sicurezza
L’altra faccia della baldoria Ecco la mappa delle proteste
PISA. «Si prega la gentile clientela di evitare schiamazzi all’esterno». Ormai tutti i locali notturni espongono cartelli di questo tipo, ma sembra che non basti. La situazione più delicata è in...
PISA. «Si prega la gentile clientela di evitare schiamazzi all’esterno». Ormai tutti i locali notturni espongono cartelli di questo tipo, ma sembra che non basti. La situazione più delicata è in piazza Gambacorti, nota come piazza Pera, dove la movida ha preso una piega etimologicamente spagnola: infatti, gli studenti Erasmus che vengono dalla penisola Iberica, il giovedì intorno a mezzanotte si danno appuntamento sulle panchine all’aperto, elegantissimi e con le buste dei supermercati piene di alcolici. I pochi amici italiani ammessi, lo chiamano il «rito de buttigliones» che va avanti sino a tardi, tra risate, bevute e chitarre. Il problema è che l’acustica del luogo crea un rimbombo che amplifica il rumore.
Quartiere San Martino. Esasperati sono pure i vicini abitanti di via del Carmine, dove numerose chiamate alla polizia municipale qualche giorno fa hanno imposto il sequestro di un impianto audio dentro un circolo privato. In via San Martino, il problema è diverso: spaccio di droga e liti tra extracomunitari. Il periodo d’oro dei pub in quella zona è terminato: forse, la minor presenza di gioventù (causa, più che effetto) ha svuotato il quartiere che è diventato terra di nessuno. Sempre il giovedì, in via Sancasciani, c’è l’unica discoteca interna alla città. Impossibile accusare chi è un po’ su di giri all’uscita, ma la mattina dopo spesso qualche specchietto alle auto manca.
Piazze Santa Caterina e Cavalieri. Sull’altra sponda dell’Arno il peggio deve ancora arrivare: l’estate scorsa i bonghisti, cioè i suonatori di percussioni, spopolavano in piazza dei Martiri (più nota come Santa Caterina, che è pochi metri più avanti) e in quella dei Cavalieri. Sarà il meteo che tarda a diventare clemente e quindi la gente non dorme ancora con le finestre aperte; ma per ora la situazione sembra sotto controllo. I pochi ragazzi “armati” siedono all’aperto, abbracciati ai loro strumenti.
Lungarno Mediceo. In stand by sembra pure l’atavica abitudine di bere una birra sulle spallette del fiume: a scoraggiare sono stati i cantieri dei lavori in corso sui lungarni. Il numero di bottiglie abbandonate è drasticamente diminuito. E la nuova ordinanza prefettizia, che vieta la vendita in vetro, dovrebbe azzerare il fenomeno.
Il Cep. Aperto da circa dieci giorni il Two beach, all’altezza del ponte del Cep, potrebbe contribuire a decentrare una parte della pressione sul centro. Nel prossimo fine settimana è previsto un concerto reggae che per tradizione implica un trionfo di “modiche quantità per uso personale”. Vedremo la reazione degli abitanti.(g.c)
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