Il dolore
Il comitato: locali fuori legge, adesso basta
«I recenti controlli confermano che i gestori non rispettano le regole, noi lo dicevamo da anni»
PISA. «È successo quello che da tempo andavamo segnalando. Finalmente, a Pisa, si stanno facendo i controlli, e, guarda caso, sta venendo fuori che i locali del centro non rispettano le regole».
Lo dicono Rita Rocca, Francesco Mancuso, Paolo Berruti e Oretta Piram, del comitato La Cittadella per la qualità della vita, riferendosi ai recenti controlli nelle ore della movida.
«I gestori dei locali - proseguono - si stanno accorgendo che lavorare rispettando le regole, non conviene. Da anni andiamo denunciando il mancato rispetto delle regole in centro, da anni urliamo il nostro no per un fenomeno, quello della movida, che non è stato governato e regolamentato. Anzi, è stato usato come cavallo di battaglia a fini elettorali o clientelari, grimaldello per dividere la città in “tolleranti” e “rompiscatole”, mistificando cultura e prevaricazione, trasformando una città medievale in un nuovo divertimentificio, costringendo tranquilli cittadini a proteste che in un Paese normale non avrebbero avuto motivo di esistere.
«In un Paese normale - aggiungono gli esponenti del comitato - un’amministrazione comunale non avrebbe mai dovuto consentire la concentrazione folle di bar, pizzerie, kebab, birrerie, locali e localini in una zona residenziale come è il centro storico di Pisa, un museo a cielo aperto totalmente inadeguato a reggere la massa di persone che vi si affollano la notte, e che in un Paese normale avrebbe trovato ben altro rispetto e considerazione».
«Fa specie - conclude il comitato - che il regolamento acustico stia attirando così tante critiche e preoccupazioni, anche perché il nuovo regolamento non inventa norme nuove, ma finalmente richiama e vincola a normative esistenti da anni, che, a quanto pare, a Pisa sono state sistematicamente ignorate. Per anni si è tollerato l’intollerabile e, soprattutto, ci si è dimenticati che una città di novantamila abitanti non può divertirsi tutta in un fazzolettino di terra senza inevitabili e prevedibilissimi conflitti».
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