Il Tirreno

Pisa

Chi abita vicino all’aeroporto rischia la salute

Salute a rischio nel quartiere di san Giusto. Qual è l’impatto dell’inquinamento ambientale dell’aeroporto sulla salute dei residenti? Sono fondati i dubbi del coordinamento No Hub, dei Cobas ma...

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Salute a rischio nel quartiere di san Giusto. Qual è l’impatto dell’inquinamento ambientale dell’aeroporto sulla salute dei residenti? Sono fondati i dubbi del coordinamento No Hub, dei Cobas ma soprattutto della popolazione, in primis degli abitanti nelle aree limitrofe all’aeroporto, che negli ultimi anni hanno denunciato rischi per la salute e sicurezza.

Un progetto di ricerca,  approvato dal Comitato Etico Scientifico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa, a livello nazionale studierà l’impatto dell’inquinamento ambientale prodotto dagli aeroporti sulla salute dei residenti. Il progetto, denominato progetto Sera (studio sugli effetti del rumore aeroportuale), coinvolgerà anche quattrocento pisani abitanti nel quartiere di San Giusto a dimostrazione che anche le istituzioni hanno appurato i rischi per la salute pubblica.

I Cobas hanno la certezza che il progetto possa appurare quanto denunciato: ossia malattie del sistema respiratorio e cardiovascolare in aumento, sordità in forte crescita, allergie che colpiscono soprattutto i bambini. Stesse patologie riscontrate dai comitati sorti contro il potenziamento di aeroporti in Lombardia, comitati che hanno condotto analisi e ricerche con medici e tecnici della prevenzione.

Nei giorni scorsi c’è stata una partecipata assemblea organizzata nei locali della ex circoscrizione 4 e qui abbiamo toccato con mano la disperazione delle quarantaquattro famiglie di via Carriola e via Carrareccia le cui abitazioni saranno abbattute perché ormai attaccate alle piste, ma soprattutto per favorire la costruzione del grande Hub militare. Chiunque vada a vedere constaterà una esistenza invivibile per queste famiglie in un’area devastata da rumori, smog, assediata dal cemento. I tempi per il trasferimento di questi nuclei sono incerti, ma anche i soldi sono ancora lontani dall’arrivare, soldi che poi in diversi casi sono inferiori ai costi di mercato.

Stando ai primi e approssimativi calcoli dell’Agenzia del Territorio (non esistono documenti ufficiali diffusi al di fuori della ristretta cerchia degli amministratori) ogni appartamento dovrebbe essere compensato con 300mila euro. Ma  anche se dovessero arrivare  dei finanziamenti governativi, una sistemazione immediata è assai improbabile (e poi oltre ai proprietari che ne sarà delle famiglie in affitto? Esisterà per loro una corsia per affitti a canoni agevolati?)

La popolazione chiede soluzioni immediate, perché, come detto da numerosi cittadini, «da due anni siamo presi in giro con promesse».

Nel frattempo crescono i problemi di salute; alcune madri hanno confermato di non lasciare mai i bambini fuori a giocare perché i rumori e gli scarichi superano i limiti imposti dalla legge, c'è chi ha portato  da casa le prove tangibili di questo inquinamento con gli strofinacci bianchi anneriti dopo la pulizia dei vetri delle abitazioni.

Gli impegni assunti da Sat (la società a partecipazione comunale che gestisce l’aeroporto) verso queste famiglie sono stati letteralmente disattesi anche per l’assenza della giunta comunale del Pd. E in questi anni gli aerei hanno continuato a essere e transitare laddove non dovrebbero essere in virtù di impegni e accordi presi anni fa (e mai rispettati).

Nessun studio sull’ impatto ambientale è stato  fatto prima che iniziassero i lavori per l’Hub. Se aggiungiamo l’aumento dei voli civili, la salute di queste famiglie corre un serio rischio, un rischio che nessun amministratore dovrebbe accettare.

Esiste una emergenza ambientale in via Carriola e in via Carrareccia, un’emergenza sottovalutata da Arpat, Comune e Asl, ignorata dal ministero della Difesa che, per realizzare il suo Hub, non guarda in faccia nessuno.

Federico Giusti

Confederazione Cobas

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