Il Tirreno

Pisa

Via i corrotti dal Parlamento

Via i corrotti dal Parlamento

Ai banchini di Fli per la raccolta di firme arrivano adesioni bipartisan

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PISA. E' partita ieri la campagna promossa da Futuro e Libertà per l'Italia "Fuori i corrotti dal Parlamento e dalla Pubblica amministrazione " con un primo tavolo in Corso Italia che ha visto l'adesione (con grande entusiasmo dei futuristi pisani) di Federico Gelli, già vicepresidente della giunta regionale Toscana e attuale Responsabile regionale Legalità e sicurezza del Pd e di Don Zappolini noto esponente dell'associazione Libera contro le Mafie unitamente a Patrizia Paoletti Tangheroni storica esponente del centrodestra pisano.

In Parlamento siedono più di cento onorevoli con condanne in primo grado per associazione mafiosa, peculato, malversazione, corruzione, turbativa degli appalti e frode nelle pubbliche forniture, usura e traffico illecito dei rifiuti. Ammontano a 60 miliardi l'anno i costi di corruzione stimati dalla Corte dei Conti. Il governo Monti chiede a tutti sacrifici per mettere in sicurezza i conti del Paese, mentre nelle pubbliche amministrazioni operano funzionari pur condannati con sentenza passata in giudicato per corruzione senza che la macchina pubblica possa licenziarli.

Fli, con una campagna che vede il proprio presidente Fini metterci la faccia nei manifesti, scende in piazza e chiede ai cittadini una firma per sostenere due proposte di legge da presentare in Parlamento che impegni i partiti a non candidare nelle loro liste e non indicare per la nomina a incarichi pubblici soggetti condannati in primo grado per corruzione come senso di sobrietà, mentre con una seconda firma chiede agli italiani di poter presentare una legge che allontani licenziando dalle dipendenze dello Stato chi sia condannato per corruzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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