Proteste
Un gatto ucciso e tre feriti continuano le crudeltà
Ancora atti di barbarie contro gli animali. Dopo i cani avvelenati e l’accecamento di una cavallina, un micio assassinato con un colpo di fucile e altri percossi
CALCI. Barbarie contro gli animali. Dopo l’avvelenamento di alcuni cani alla Baragaglia e a Crespignano, l’accecamento con un ferro appuntito di Stella, scalpitante cavallina in località Sant’Agata, sopra Nicosia, ecco altri episodi di crudeltà. Stavolta alla Gabella nel mirino sono finiti quattro gatti. Mentre tre hanno riportato ferite in varie parti del corpo, conseguenza di percosse ricevute presumibilmente con mazze e bastoni, ad una delle bestiole è stato sparato con una carabina forse ad aria compressa. Ed è morta.
Racconta la storia la sua padroncina, Margherita Bertolini, che abita alle case popolari in via Granucci, nel popoloso quartiere della periferia ovest della Vallegraziosa: «Non riesco a perdonare chi ha ucciso Teo, un bell’esemplare maschio con il manto bianco striato di grigio e nero e un simpatico neo stampato vicino al naso. Un felino tenerissimo, felice di vivere e di dividere i giochi con la sorellina Matisse, la quale adesso dimostra tutta la propria tristezza. Individui dal cuore duro come una pietra, senza sentimenti, hanno evidentemente preso di mira il gatto e contro di lui hanno scaricato tutta la loro cattiveria esplodendo dei colpi. Uno, che ha raggiunto Teo sotto la zampa sinistra, si è rivelato mortale. Il foro d’entrata inconfondibile dice quanto sia stato malvagio l’aggressore».
Sono usciti malconci, ma ancora vivi, altri gatti di famiglie che abitano non lontano dai Bertolini. I proprietari di questi animali sollecitano l’intervento di rappresentanti di associazioni animaliste anche per intraprendere eventualmente una denuncia comune alle forze dell’ordine. Alla Gabella, appena saputo il fatto, c’è crescente indignazione fra i cittadini.
Dei maltrattamenti ai tre gatti e dell’uccisione di Teo non è escluso, comunque, che i carabinieri possano attivare le indagini per risalire ai responsabili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
