Sicurezza
L’edilizia rimane in rosso e il credito non aiuta
PISA. C’è grande preoccupazione per l’edilizia. E i dati diffusi dall’Unione Industriale Pisana confermano i timori. Infatti, il settore, nelle sue diverse componenti produttive, risente in maniera...
PISA. C’è grande preoccupazione per l’edilizia. E i dati diffusi dall’Unione Industriale Pisana confermano i timori. Infatti, il settore, nelle sue diverse componenti produttive, risente in maniera negativa di una contrazione continuativa della domanda. Ciò, insieme ai periodi di maltempo che hanno segnato i primi tre mesi dell’anno, mantiene le performance su valori in terreno negativo: la produzione segna un calo del 2,6%, trascinando il fatturato a -1,5% e gli ordinativi a -3,3%.
Vetro e ceramica. Date le differenze tra le tipologie delle varie aziende campione, il settore mostra ancora risultati disomogenei. Mentre la produzione cresce del 6,7%, il fatturato è negativo (-10,5%), così come gli ordinativi (-2,4%). Il mercato di riferimento rimane quello italiano per il 75% del totale.
Terziario avanzato. Il primo trimestre del 2012 vede un’incertezza nel trend di crescita, sebbene con esiti differenti nelle varie componenti del settore: la produzione sale dell’1,5%, il fatturato scende del 9% in linea con gli ordinativi. Intanto cresce la componente estera della domanda (50% del totale).
Alimentare. I numeri confermano che il settore è anticiclico e fanno vedere una tenuta della crescita sul piano della domanda. La produzione aumenta del 10,5%, portando il fatturato a +10,7%. Continuano a salire anche gli ordinativi (+11%).Scende il trend della domanda estera (10% del totale).
Tessile. Produzione e fatturato segnano un calo dell’1,5%. Gli ordinativi scendono in modo più marcato (-4,5%).
Servizi. Si tratta di un settore eterogeneo e riferito a mercati diversi tra loro. Il suo andamento rispecchia la contrazione economica generale e registra nel complesso una flessione netta (fatturato -6,9%), causata dal calo nell’erogazione dei servizi nel primo trimestre di quest’anno rispetto al 2011 (-5,7%).
L’analisi. «Il panorama industriale provinciale pare ancora lontano da una sostanziale e complessiva ripresa, capace di coinvolgere tutti i comparti produttivi», dice Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Unione Industriale. «Soltanto le aziende e i settori orientati all’export indicano una crescita apprezzabile. Infatti, gli ordinativi esteri nel primo trimestre di quest’anno sono quasi il 57% del totale, rispetto al 38% dello stesso periodo del 2011».
Secondo il presidente Pacini, «la strada della ripresa, che non trova terreno fertile sul mercato interno, è purtroppo rallentata in questi ultimi mesi dagli eventi nazionali e internazionali. Gli attuali picchi del prezzo del petrolio e i numerosi cambiamenti in ambito giuslavoristico, fiscale e nel settore del credito delineano un ambiente economico in fase di radicale cambiamento. Il perdurare delle incertezze e delle attese non aiuta certo le imprese, per quanto siano di buon livello come quelle che operano in numerosi settori dell’area pisana».
Il credito. «Migliorare l’accesso al credito - conclude il presidente della Confindustria pisana - sarebbe un elemento essenziale per consentire almeno di tenere ed eventualmente di sviluppare le quote di mercato votate all’export che sono il 57% del fatturato medio, ma che in alcuni settori si avvicinano all’80% della produzione».(lu. da.)
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