La manifestazione
L’articolo 18 non c’è più e la Cgil nicchia
Il disegno di legge Fornero sul lavoro conferma la condanna alla precarietà dei lavoratori precari; fa sparire l’indennità di cassa integrazione in deroga e di quella straordinaria per cessazione...
Il disegno di legge Fornero sul lavoro conferma la condanna alla precarietà dei lavoratori precari; fa sparire l’indennità di cassa integrazione in deroga e di quella straordinaria per cessazione dell’attività aziendale; riduce ai minimi termini l’indennità di mobilità.
Lo stesso disegno di legge fa carta straccia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, perché introduce il licenziamento individuale per cause economiche, rendendo di fatto impossibile per il lavoratore licenziato la dimostrazione della loro insussistenza con ricorso al giudice del lavoro.
Così le aziende non avranno più bisogno di inventarsi motivi disciplinari per licenziare chi non è compatibile con le loro pretese, visto che quei motivi non avrebbero granché fortuna nei processi, dove il lavoratore, agevolmente, ne potrebbe provare l’inesistenza e ottenere l’annullamento del licenziamento e il reinserimento in azienda, col recupero delle retribuzioni relative ai mesi in cui è rimasto senza lavoro.
Ma Cisl e Uil e pure la Cgil (bontà loro!) continuano, per quanto riguarda l’articolo 18, a dirsi tranquille, malgrado la fraudolenta novità introdotta dalla signora Fornero, perché, secondo loro, esso manterrebbe una valenza “deterrente”, cioè le aziende ne risulterebbero dissuase e si guarderebbero bene dal licenziare per motivi economici!
Lo dicono i segretari generali a Roma e lo ripete Gianfranco Francese, segretario della Cgil a Pisa, stavolta trovandosi in contraddizione non solo coi lavoratori metalmeccanici che stanno scioperando contro la manomissione dell’articolo 18 un po’ in tutt’Italia, ma anche con Cofferati, già segretario generale della Cgil fino al 2003, il quale pochi giorni fa ha dichiarato testualmente: «L’articolo 18 non c’è più, è rimasto solo il suo simulacro», cioè il suo fantasma.
Se il giudizio di Francese sugli eventuali miglioramenti di altre parti del disegno di legge, per i quali tra il 20 aprile e il 20 maggio la Cgil ha proclamato scioperi di zona a Pisa e provincia, sarà così accomodante come lo è per l’articolo 18, non c’è davvero da stare tranquilli. E non lo saranno, di certo, i lavoratori che parteciperanno a quelle giornate di lotta, i quali nella loro critica intransigente al disegno di legge non risparmieranno sicuramente l’affossamento dell’articolo 18. Anzi! E la confederazione Cobas sarà con loro.
Marcello Pantani
Salvatore Bonavoglia
Sandro Giacomelli
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