Il dolore
Condannato “Ego” per comportamento anti-sindacale
Il giudice del lavoro dà ragione alla Cgil sui contratti e sull’uso di apparecchiature per controllare i dipendenti
PISA. Una doppia condotta antisindacale: per la mancata applicazione del contratto collettivo, per l’uso di apparecchi di controllo dei lavoratori senza un accordo col sindacato. Su questi due punti il giudice del lavoro ha condannato il consorzio Ego, l'European Gravitational Observatory di Cascina. Dopo la vertenza intrapresa dalla Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil di Pisa, il giudice del lavoro del Tribunale di Pisa ha dichiarato, ai sensi dell'art. 28 Legge 300/70, "l'antisindacalità della condotta di Ego consistente nella indisponibilità a trattare con la ricorrente associazione, in quanto sindacato rappresentativo dei dipendenti del consorzio, in relazione alla disciplina dei rapporti di lavoro dei dipendenti di essa convenuta, nonché specificamente in materia di orario lavoro" e dichiara inoltre "l'antisindacalità della condotta di Ego consistente nell'avvenuta installazione di impianti e di apparecchiature potenzialmente idonei al controllo a distanza della prestazione lavorativa in assenza di accordo con i soggetti sindacali legittimati o di autorizzazione pubblica".
«Il decreto emesso dal giudice del lavoro del Tribunale di Pisa - spiega l'avvocato Pasqualino Albi, che ha seguito la vertenza per la Fnc-Cgil - ha la particolarità di occuparsi di un caso in cui non si applicava nessun contratto collettivo ai dipendenti. In un qualunque luogo di lavoro si applica un contratto collettivo, in questo caso vi era un regolamento unilaterale del datore di lavoro. L'elemento importante è che nel regolamento lo stesso datore di lavoro afferma la validità del regolamento fino a quando non vi sarà un accordo con i sindacati, indicando un possibile traghettamento di quella disciplina unilaterale verso una definizione contrattuale della disciplina del rapporto di lavoro. Muovendo da questa affermazione - continua Albi - l'organizzazione sindacale ha legittimamente ritenuto che si potesse avviare una trattativa sindacale, articolando delle specifiche richieste, in particolare sul tema dell'orario di lavoro. A fronte della richiesta di trattativa il datore di lavoro ha opposto un rifiuto totale». Inoltre, «sullo sfondo di questo ragionamento - aggiunge Albi - si colloca il tema specifico che è quello legato all'articolo 4 dello statuto dei lavoratori che vieta che nel luogo di lavoro siano collocati impianti audiovisivi senza che vi sia una autorizzazione amministrativa o un accordo sindacale perchè potenzialmente lesivi della dignità del lavoratore. Il giudice ha accertato, quindi, l'antisindacalità della condotta di Ego sull'installazione di impianti ed apparecchiature senza autorizzazione o accordo sindacale».
Per effetto della sentenza, emessa il 2 maggio scorso dal giudice del lavoro Elisabetta Tarquini, il Tribunale "condanna Ego ad avviare una trattativa sindacale in relazione alla generalità della regolamentazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti dell'ente" e "a disinstallare gli impianti". Daniela Fabbrini, segretario Flc-Cgil, esprime «grande soddisfazione per l'esito positivo della vertenza», mentre Gianfranco Francese, segretario generale Cgil Pisa, sottolinea la sua importanza: «È un decreto estremamente importante che condanna un comportamento mirato a non riconoscere la rappresentatività sindacale. È un importante risultato rispetto a una tendenza generale di destrutturazione dei rapporti di lavoro».
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