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Pisa

Addio a un fotoreporter di razza

Addio a un fotoreporter di razza

Si è spento Alberto Terzi che aveva lavorato per il Telegrafo e poi per il Tirreno

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PISA. Si è spento Alberto Terzi, fotoreporter che con le sue foto ha segnato la cronaca di Pisa dagli anni Sessanta ai primi anni Novanta. Alberto aveva 68 anni. È morto all'ospedale in seguito a una grave malattia con cui aveva combattuto per tre anni. E, accanto a lui, è stato sempre il fratello Silvano con cui ha diviso un'intera vita. Alberto e Silvano Terzi per lunghi anni sono stati sempre i primi, giorno e notte, a scattare foto che raccontavano quegli anni: dal Sessantotto alle proteste operaie, dalle gesta del Pisa di Anonetani ai delitti. Di Alberto e Silvano Terzi furono le prime foto scattate dell'omicidio Lavorini. Come fecero scalpore anche le foto del delitto Serragli che si consumò sotto l'archetto di via della Nunziatina. I due fratelli, prima di lavorare per "Il Tirreno" avevano lavorato per "Il Telegrafo", sempre con grande passione e professionalità.

In redazione, la notizia della morte di Alberto ha creato molta commozione. E fra chi ha più anni, si sono rincorsi i ricordi. «Come quella volta - ha ricordato Marco Barabotti - che andavamo in trasferta per seguire il Pisa. Bisognava, a qualsiasi ora, tornare in redazione per scrivere i pezzi e Alberto e Silvano per stampare le foto. Alberto guidava la macchina presa a noleggio e spesse volte doveva schiacciare sull'acceleratore per non perdere l'aereo. Verso la metà degli anni Ottanta, io e Fabio Demi con Alberto e Silvano andammo a seguire il Pisa in Puglia per la partita contro il Lecce. Finita la partita, Alberto si mise alla guida che sembrava un pilota. Guidò a 200 all'ora sulla strada da Lecce per l'aeroporto di Brindisi, ma alla fine riuscimmo a salire a bordo in tempo».

Dopo la parentesi del giornalismo, l'attività di Alberto (come quella di Silvano) si è concentrata sul negozio Italfoto di corso Italia. Un'attività che nel tempo si è ampliata con ulteriori due negozi: al Centro "I Borghi" di Navacchio e un altro a Perignano. Chi ha conosciuto Alberto ricorda una persona gioviale e sorridente, uno che stava sempre allo scherzo e un grande lavoratore. Era rimasto un tifoso del Pisa, quei colori che aveva seguito ogni domenica. E quando aveva tempo, si dedicava alla pesca subacquea. Poi, un giorno, è arrivata quella sentenza, quel male che ha affrontato con forza e dignità fino all'ultimo e, ora, lascia un gran vuoto a chi gli ha voluto bene.

Alberto Terzi aveva perso la moglie Giovanna e lascia la figlia Letizia di 36 anni. Oltre al fratello Silvano lascia i nipoti Francesco e Teresa. Al dolore di tutta la famiglia si associa la redazione pisana del Tirreno. I funerali si svolgeranno domani alle 10 nella chiesa San Cosimo e Damiano in via Montanelli a San Marco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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