Il Tirreno

Pisa

Il Comune non fa strame dei diritti

A. chi continua a fingere di non vedere o non conoscere (come Martina Battaglia di Rifondazione) le risorse concrete che il Comune di Pisa in questo mandato amministrativo ha messo a disposizione...

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A. chi continua a fingere di non vedere o non conoscere (come Martina Battaglia di Rifondazione) le risorse concrete che il Comune di Pisa in questo mandato amministrativo ha messo a disposizione dell’inclusione sociale di persone rom aventi diritto rispondiamo con i dati di fatto, disponibili negli atti pubblici, nei bilanci approvati e nelle rendicontazioni amministrative: tra il 2010 e il 2011 25 alloggi sono stati assegnati a Pisa tra via dell’Idrovora, viale D’Annunzio e via Orlandi alle famiglie aventi diritto; ogni anno, dal 2008, tra 150 e 180 minori hanno frequentato e frequentano le scuole cittadine usufruendo del servizio di trasporto scolastico, mensa, libri e servizi sanitari, spalmati in tutte le scuole cittadine per evitare ghettizzazioni; decine di interventi di sostegno sociale, mediazione sociale, sportello di ascolto dedicato sono stati effettuati in questi anni. Il Villaggio di Coltano ha un servizio dedicato come pure la comunità di Oratoio.

I patti con la cabina di regia regionale sono stati ampiamente rispettati dal Comune di Pisa, mentre la stessa cosa non si può dire dei Comuni della Toscana dove anche Rifondazione Comunista occupa posti in maggioranza o in giunta; da questi Comuni non abbiamo ancora visto proposte per accogliere le famiglie in esubero presenti sul territorio pisano.

Poiché le famiglie presenti negli accampamenti abusivi pisani possono essere accolte da quei territori che non ospitano nemmeno una famiglia rom, propongo alla esponente di Rifondazione di sollecitare i vertici regionali del suo partito per azioni concrete in tal senso.

Inoltre, poiché l’assessore regionale Allocca ha delegato il Comune di Pisa, anziché farsene carico direttamente, a trattare il rientro delle famiglie rom della Bigattiera nei Comuni di provenienza, cosa puntualmente fatta dal Comune di Pisa, non sarebbe male che delegasse qualche Comune toscano con Rifondazione in giunta a trattare l’accoglienza delle famiglie che Pisa non è in condizioni di ospitare, avendo la Regione riconosciuto che la presenza sul nostro territorio deve diminuire.

Infine, il Comune di Pisa respinge al mittente l’accusa offensiva e bugiarda di fare strame dei diritti, perché senza equilibrio tra diritti e doveri non c’è giustizia sociale e senza sostenibilità sociale si alimenta la xenofobia più pericolosa. E dunque difendere o addirittura promuovere accampamenti abusivi e occupazioni vuol solo dire esasperare i problemi per poi farci vuota propaganda. Questa non è buona politica e i cittadini lo sanno bene.

Maria Paola Ciccone

assessore alle politiche sociali

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